venerdì 24 agosto 2007

Bella e la Bestia I (Il dittatore dello Stato libero...)

Il rossetto vermiglio brillante, coordinato con le venti dita affogate nello smalto acceso, con le scarpe aperte, con la gonna sopra il ginocchio, con il corpetto gonfiato e persino con l'orologio, la Jessica Rabbit di Turkmenbashi con l'accento sulla i affonda i suoi tacchi 9 nel linoleum flaccido della nave senza nome dopo che un gommone l'ha presa a testate mezz'ora per farla entrare in porto. I capelli appiccicosamente tinti sono tenuti a bada da un paio di occhiali da sole Dior. Rossi, naturalmente. Dicono che sia una dottoressa ed effettivamente indossa un camice. In base alle norme turcomanne dovrebbe visitarci prima di farci mettere piede a terra. Invece si limita a farci ripetere i dati del passaporto, poi ci chiede come ci sentiamo. Io bene e a casa anche, credo. Non ride. Poco male, tanto secondo una delle tante leggi partorite dai neuroni fusi di Niyazov, per sposare una donna del posto bisogna sborsare cinquantamila dollari.
Il fu presidente di questo parallalelepipedo di deserto appoggiato sulla Persia se n'e' andato il 21 dicembre scorso dopo 21 anni di nefandezze inaudite prodotte prima come capo del partito comunista e poi come plenipotenziario alla guida della neonata nazione di ex contadini seminomadi. Per i quali il concetto di Stato era inarrivabile, figuriamoci quello di democrazia partecipativa. Complice il disinteresse del mondo intero, il buon Saparmurat s'e' fatto prendere la mano, ha chiuso il Turkmenistan a chiave e ha riempito i vari vuoti identitari con l'unica ideologia a sua disposizione. Se stesso. Megalomane e visionario si e' ribattezzato prima Sua Eccellenza Turkmenbashi - ossia Padre dei Turcomanni - il Grande, poi pure l'Eterno. Quindi, dopo aver rimediato alle soglie dei sessant'anni una tinta nero pece per rifarsi il look, ha riscritto la storia della nazione e in eredita' le ha lasciato i pilastri di una dittatura tanto bizzarra e grottesca da sembrarne la parodia tragicomica ma tanto profonda da apparire ineliminabile. Tantomeno dall'ex delfino Gurbanguly Berdimuhammedou, l'uomo che a gennaio, dopo un'elezione fantoccia, ne ha preso il posto. E che non ha alcune intenzione di metter mano allo sfacelo di Niyazov e alle sue rappresentazioni. Fra le quali risultano particolarmente pittoresche:
- L'arco della neutralita'. Perche' il Turkmenistan e' fiero di annunciare al mondo che la sua scelta di non belligeranza, frutto della sua natura pacifica, lo portera' a non invadere nessun vicino. Per celebrare la storica decisione, il presidente ha fatto erigere un tripode, sul quale ha innalzato una mastodontica colonna. E in cima ha piantato 12 metri d'oro - si dice sottratto alle dentature dei defunti - che lo raffigurano mentre allarga le braccia nell'atto di raccogliere l'applauso del popolo. Un meccanismo neanche troppo ingegnoso fa ruotare la statua al ritmo del sole, cosi' il volto di Niyazov risulta sempre illuminato.
- La Ruhnama. Primo di cinque testi firmati Turkmenbashi The Great - ma si sostiene scritti da qualcun altro - la guida spirituale dei turcomanni contiene qualche approssimativa e discutibile ricostruzione storica, parecchie indicazioni moraleggianti sui comportamenti da tenere e un'accozzaglia di patetiche parabole il cui protagonista e' il buon vicino turkmeno. Scritta in carattere 16 e nello stile dei pensierini delle elementari, viene letta tutte le sere in un contenitore televisivo ed e' diventata materia di studio.
- Anzi, per la precisione e' diventata la PRIMA materia di studio. D'altra parte e' inutile spremersi troppo se basta la Ruhnama per apprendere il cosa e il come. Con la riforma del Primo Presidente, nelle scuole del Paese si studiano tre materie: una di indirizzo, la storia del Turkmenistan e la Ruhnama. Sulla quale c'e' anche un corso di Laurea.
- Abolita anche l'educazione fisica, per non lasciare che il popolo trascurasse la cura del corpo, Niyazov ha fatto realizzare due scalinate sul fianco della catena montuosa al di la' della quale si apre l'Iran. Una passeggiata di 8 e una di circa 35km che ogni turkmeno deve affrontare almeno una volta l'anno, partendo domenica mattina attorno alle 5 e portandosi l'acqua da casa, visto che in zona il Gatorade e' introvabile. Al supplizio erano sottoposti anche i suoi ministri, che poi lui riceveva in pompa magna arrivando in cima in elicottero.
- Fra la capitale e la passeggiata della Salute, Turkmenbashi ha preteso che ogni scuola, ministero, ufficio o societa' piantasse un abete. Cosi' alla periferia sud di Ashgabad, la citta' dell'amore, si intravede quella che nelle sue intenzioni sarebbe dovuta un giorno diventare la foresta di Babbo Natale. Di botanica capisco poco, ma le cronache sovietiche dicono che un giorno da queste parti la temperatura e' salita fino a 70 gradi. Qualcosa non torna.
- Nel teoricamente difficile equilibrio fra riscoperta dell'Islam e gestione del culto della sua personalita', Niyazov ha ricoperto d'oro la Bouyges per la costruzione di due gigantesche moschee (20mila posti nella prima e 9mila nella seconda, ma il mio sguardo ha contato tre persone) fra le quali brilla il suo mausoleo. Ora credo stia cercando di spiegare a Chi Di Dovere perche' ha tempestato i minareti con frasi tratte dai suoi testi e soprattutto il senso di una frase che compare all'ingresso di una delle due moschee e che recita: "Il Corano e' il Libro di Dio, la Ruhnama e' il libro Sacro".
- Rasa al suolo piu' di mezza capitale e sfrattati tutti i vecchi inquilini, da ex ingegnere il presidente s'e' sbizzarrito. Strade a scorrimento veloce e qualche piazza monumentale a separare decine fra musei, banche, ministeri, teatri, accademie e centri commerciali, tutti rigorosamente in marmo turco, realizzati dalla solita ditta francese e disperatamente deserti. Nel loro candore artificiale piu' che simboli di vita paiono sentinelle di un potere inumano. Ad Ashgabad c'e' anche uno stadio che e' la copia del S.Nicola di Bari ma per qualche motivo si chiama Olimpico, un canale artificiale con tanto di gondole veneziane e un parco giochi stile Usa, ma Niyazov ha fatto chiudere il circo, l'opera e il balletto perche' non rientravano nella cultura turkmena.
- Cambiati i nomi a se stesso, a tutte le strade e a tutte le citta' tranne un paio, Niyazov ha pensato bene di ribattezzare anche tutti i giorni della settimana. Oggi in turkmeno martedi' si dice giorno giovane, mercoledi' giorno della soddisfazione e giovedi' giorno delle buone azioni. Visto che c'era, l'Eterno ha modificato anche tutti i mesi. Gennaio si dice Turkmenbashi, perche' tutto comincia da e con lui, aprile ha preso il nome di mamma Gurbansoltan e settembre e' chiamato, guarda un po', Ruhnama.
- Non contento di essersi dedicato una citta', un aeroporto, un'universita' e decine fra accademie e musei, l'ex dittatore ha trovato anche il modo di comparire nel monumento alle vittime del terremoto che 60 anni fa distrusse la capitale e che causo' piu' di centomila vittime. Rifacendosi ad un mito, la statua raffigura un enorme toro che tiene la Terra sulle corna. E sopra la sfera scossa dal bovino, una donna mette in salvo un bambino tutto d'oro. E' il piccolo Suparmurat, cui nella circostanza ando' di lusso. Invece di ricordare i morti si esaltano i vivi. L'ennesimo modo di sputare su un popolo.

9 commenti:

Anonimo ha detto...

Ce l'hai fatta a scrive....

Paja

Daniele ha detto...

grande darìo e un benvenuto anche allo scapigliato!!!
vi rinnovo, appena potete, la richiesta di consigli sul belize.
besos
verruzzo

bar ha detto...

Che il Dio degli Dei ti protegga !!
Mi manca tanto quella tiritera mattutina che alle ore 07,15 (mai stato puntuale alle 07.00 !!) un pò
troppo forbita e colta; ma sempre molto ma molto gradita.
Stammi bene, reincarnazione di Hermann Hesse anche lui vagabbondo e zingaro,come te.
stammi bene......

Marcello.

Anonimo ha detto...

A Castà facce Tarzan!

Saluti da un invidioso

Roberto ha detto...

Casta'... vista la foto de Tamara, quello che stai a fa manco me interessa. Fallo e fallo bene.

Valerio (cugino alla seconda) ha detto...

A Dario proprio adesso che ho fatto vedere il blog ai miei, mi fai sto scherzo di non scrive più? E fattelo un blackberry con connessione satellitare così avrai una storia in più da raccontare quando te lo fregheranno...
A parte gli scherzi in bocca al lupo per tutto!!!

Federico ha detto...

Ciao Dario, è la prima volta che ti scrivo, ho da poco pubblicato un sito www.federicoalbanesi.com e mi sono permesso di mettere il link del tuo dariodiviaggio. Quando posso non perdo occasione di seguire i tuoi spostamenti, un viaggio veramente incredibile. Ti auguro tutto il meglio possibile.
Un saluto Federico

Anonimo ha detto...

Ieri in tuo onore ho mangiato seppie con piselli e subito mi hanno chiesto di te..
AMV

Anonimo ha detto...

A Da', ha detto Lotito se je trovi un portiere da quelle parti. Lui je po' da un massimo de 350 euri al mese. Te stai a perde' una Roma fantastica e una meravigliosa Mostra "80 anni di tifo romanista" creata dall'UTR a Testaccio. Buona fortuna!
Massimo limiti