sabato 8 settembre 2007

Cento (e rotte) ore di solitudine

La stanzetta della foresteria della stazione di Tashkent e' talmente etta che il lavandino sbatte sugli stinchi e che per stendermi devo unire due letti e dormire in diagonale fra le sponde. La divido con Surrabh, il radiologo neozelandese di evidenti origini indiane, e Li, che viene da Hong Kong, non so che mestiere faccia ("sei troppo curioso") ma e' un'enciclopedia vivente in tema di ambasciate, visti e tassi di cambio.
Da quattro giorni invece pago 9 euro per condividere una camera al quarto piano del peggior albergo di Almaty, il Saulet, con Daulet, un cicciobello kazako che e' venuto dal lago Balkash per acquistare un autoarticolato. Visto che neanche oggi lo ha trovato, pure stanotte mi ritocca sentirlo scorreggiare come un ippopotamo.
Fra una stanza e l'altra ho fatto file, molte, e incontrato gente, singolare.
Ho sborsato una tangente per ottenere in un battibaleno il visto cinese e un obolo per uscire intero dalla frontiera uzbeko-kazaka. In teoria affascinante come tutti i colpi d'ascia su secoli di migrazioni, contaminazioni e convivenze, anche questo confine ha la forza del fascino e la debolezza dell'arbitrarieta'. Proprio li' dove i contorni culturali si sfumano l'uomo traccia brutalmente una linea con il beneplacito perplesso di storia e geografia a stabilire che fino a qui e' questo e da li' e' quello. L'avvicinamento e' sempre carico di pathos positivo, la fuoriuscita un'adrenalinica esplosione di curiosita' da soddisfare. Poi c'era la realta' dei fatti e dei controlli. Roba assai meno romantica.
A Ben Gurion ti interrogano anche due ore di fila, e se non li convinci ti spogliano nudo. Almeno cosi' accadde a me. In Tanzania dilaga l'aids ma tu devi esibire la vaccinazione contro la febbre gialla, in Botswana ti fanno lavare le scarpe per evitare che gli porti qualche batterio. In Mongolia se non rifai esattamente l'espressione della foto non entri. In Ecuador un tizio campa vendendo i formulari. Che quasi dappertutto, prima dell'11 settembre, ti chiedevano se avevi avuto rapporti con il nazismo. Se poi dall'altra parte trovi una Poipet o una Ciudad de l'Este e vorresti tornare indietro, non puoi. Ma mai come in questo viaggio ogni confine piu' che emozioni regala capelli bianchi. Quello a 20 minuti da Tashkent e' in salita. Ad un primo controllo il doganiere mi viviseziona e poi mi chiede di dimostrare che se ho piu' dollari di quanti ne avevo denunciati entrando in Uzbekistan non e' perche' mi son messo a taglieggiare vecchiette nella metro. Trovata finalmente la ricevuta di una banca vengo incanalato in un corridoio stretto e transennato. A destra la fila, a sinistra tutti quelli che vogliono o possono evitarla. Donne con bambini, anziani, trasportatori di materiali, amici di amici, furbetti del quartierino, gente che strapazza l'unico poliziotto di guardia e ci si infila. Passano trequarti d'ora e un timbro piomba sul passaporto. Ma invece di defluire, la fila si compatta, si ammucchia, si appallottola in una sorta di gabbia. Davanti c'e' una porticina di ferro, tutto attorno grate, sopra di noi 35 gradi. Capiro' dopo che dall'altra parte c'e' il Kazakhstan, intanto capisco che chi ha progettato questo varco ha sbagliato mestiere. Per quasi un'ora non guadagno un centimetro e quando il mio zaino comincia a fungere da trampolino per il lancio di scugnizzi, mi decido a sfruttare il potere dei sum uzbeki avanzati, e guidato da un marpione locale scavalco un cancello. Dopo aver digerito il solito Celentano del doganiere mi ritrovo in un altro Paese. A sganciare la meta' di quanto volevano sia il caronte biondo sia il simpatico tizio che mi porta a Shymkent. Oggi mordo.

Lo capiscono anche due emeriti ecologisti locali, che la sera si siedono al mio tavolo e mi offrono tre birre. Sostengono a ragione che cosi' dormiro' di brutto nella terza classe che mi porta ad Almaty. L'ex capitale e' la degna espressione di un Paese la cui storia e' stata scritta a tavolino dai sovietici e la cui l'urbanizzazione imposta dall'esterno si e' resa necessaria con l'esplosione economica. Fondata dai russi, questa citta' aliena e non esasperatamente moderna non e' brutta, ma una sterminata griglia di stradoni senza eccezioni, punti di riferimento, piazze o monumenti. Sembrata studiata per andare dritti a produrre. Gli alberi nascondono qualche obbrobrio architettonico ma appiattiscono il panorama, e la bellezza e' garantita dalla percentuale stupefacente di ragazze che la frequentano. Ci sono le russe accompagnate da quel loro broncio sensuale, che ogni rara volta che ti guardano sembrano dire si' va be ma la Mercedes dov'e'? E le kazake, che spolverata la timidezza orientale ti spolpano con gli occhi.
La prima che mi blocca si chiama Leniana. Mi pesca sul treno, e con tutto che indosso una maglietta marchiata da una cintura di sicurezza mi porta nella sede del suo prossimo colloquio di lavoro per chiedere se puo' ospitarmi nell'appartamento che le hanno messo a disposizione. Loro rispondono picche, lei sparisce e io devo dirottare sul Saulet. Che e' nel punto piu' a sud del centro, a 4km dall'unico internet buono, che a sua volta e' a piu' 4km dall'ufficio dove ogni straniero deve registrarsi all'arrivo (e dove vado 3 volte sommando 3 ore di spintoni assieme a cinesi e russi, perche' ad Almaty turisti non ve n'e'). In poche parole cammino come un pastore.
Questo non mi impedisce di incocciare Saken, un giovanottone dal sangue misto che per piu' di mezza giornata mi segue nella speranza di raccontarmi qualcosa di interessante. Alla fine, dopo aver scorso tutte le foto dell'ultimo mese commenta: "Lo sai che Turkmenistan, Uzbekistan e gli altri Paesi un tempo facevano parte di un'unica nazione chiamata Urss?". Lo fulmino. "...e che qui non abbiamo l'alfabeto latino ma uno che si chiama ciril...". Addio, Saken.
O di essere abbordato da una studentessa, che mi si avvicina mentre leggo su una panchina del parco Panfilov, circondato da sposini che si fanno fotografare mentre danno da mangiare ai piccioni. "Sei tedesco?". Tanto ormai e' tutto buono. "Di chi e' questo libro?". Garcia Marquez. "E' italiano?". Fuochino. "Senti... Vorrei tanto avere il tuo numero di telefono, e' possibile?". Indugio col pensiero su quella formula - panravilas - che in russo esprime una specie di bramosia fanciullesca e irrefrenabile. E sorrido. No, non ce l'ho. Lei arrossisce. E prima che le dica che io sono li', se vuole parlare, e che e' specioso che al giorno d'oggi i ragazzi comunichino a distanza quando eccetera eccetera, lei e' gia' scappata.
Infine Alina e Korelei, che mi bacchettano mentre fotografo una specie di cartomante al lavoro. "E' maleducato - mi fa la prima - lei e' una che fa del bene senza fini di lucro e per di piu' dice solo la verita'". La sezione etica del rimprovero non fa una piega, la chiosa e' deboluccia. Tipo? "A me a giugno ha detto che ad agosto avrei avuto un esame importante" aggiunge Korelei. Caspita. "A me che avro' due figli in tarda eta' perche' faro' carriera nel management. Per questo ho scelto economia" conclude Alina prima di sedersi accanto alla maga. Che non legge i tarocchi ma delle pietruzze. "Dove ha preso quei sassolini?" chiedo a Korelei. "Vengono dal cielo, gliel'ha mandati Dio".
Arrivederci Almaty, e' il momento di andare in Kirghisia. Sperando che la frontiera sia una formalita'.

26 commenti:

Anonimo ha detto...

Niente... neppure quando vieni abbordato da una che ti chiede il numero di telefono...
Ormai ho perso ogni speranza...
Cià
J.

paola ha detto...

per ricapitolare: la tappa kazaka è durata solo 4 giorni ad Almaty passati per lo più in file multietniche..ma i kazaki ci sono da qualche parte? Ora, dopo l'ebrezza del confine uzbeko-kazako (io glielo chiederei a loro se sono simpatizzanti del nazismo visto l'accogliente corridoio che mettono a disposizione...), dopo aver lasciato il - a quanto pare -meraviglioso Uzbekistan (in compagnia del caro Antonio) per un poco attraente Kazakistan (in compagnia dei cento anni di solitudine di Marquez ma anche di una frotta di femmine in cerca di compagnia), ti stai per cimentare con il confine del Kirghizistan dove sarai di passaggio per la Cina o dove conti di fermarti per un po'? Ho capito bene?
e visto che ci stiamo un po' chiarendo le idee, tra un click e l'altro non sono riuscita a mettere a fuoco l'immagine di Bahodir con i chorpoya (???)

Altra curiosità: hai portato con te quei libri che accumuli per una vita sullo scaffale dicendo "questo prima o poi dovrò leggerlo" oppure hai deciso all'ultimo momento? Perchè in effetti è una rara occasione avere tanto tempo per dedicarsi alle proprie letture...uno dei buoni motivi per partire 10 mesi di seguito (se te ne servisse un altro!)

Anonimo ha detto...

....hai gia' letto "Un indovino mi disse?"....
Attenzione que quelle streghette (o streghetti) ci azzeccano.

Per il due di picche non mi sembra abbia mai avuto inconvenienti.
1 + 1 -, chette frega tu continua a parlare e a scrivere che di questo passo l'indovino lo fai tu.
kiddiiisci???

Siempre mas huracanado
G&fam

paola ha detto...

(ciao G&fam, anche tu qui! hai finito di divertirti con gli uragani! :)

Anonimo ha detto...

hey paolotta, la stagione degli uragani incomincia a giugno e finisce a fine ottobre. Noi fortunati abitanti dei caraibi, a quest'altezza dell'anno (!), abbiamo ancora 2 mesi di tempo per divertirci con pronostici, preparativi, emergenze, lettere dell'alfabeto che danno ad ogni tempesta tropicale un nome diverso alternando quello femminile al maschile e tante "cazzimme simili".....sai che sballo?

La cosa edificante, "ca cietto" (dalla lingua d'oil sicula) é la reazione dei vacanzieri, poveri ignoranti, ai quali non bisognerebbe dare i passaporti per lasciarli nel loro oblio cittadino, il recinto che dá loro le certezze di tutta la vita.

Che eccesso! Dario trova difficoltá con le frontiere ed io, mi ritrovo in un gioco senza frontiere......e si, perché mai fanno storie al nostro pupone per andare da una nazione all'altra (con tanto di cultura ed esperienza e con la buona intenzione di cercare di educare invano le "kaza..che?" dell'ex cccp che non fanno altro che chiedere numeri di cellulari....e bada bene cellulari non telefoni) per poi lasciar passare centinaia e centinaia (piú di miiiille) di turisti che esportano solo tanta tristezza e pochezza a queste nuvolose latitudini?

Ma, checipossofare!!!
Entonces, mientras tanto, lucho contra los huracanes asi como don quisciotte peleaba contra los molinos a viento....diciamo che "I keep my self a little bit busy"...

OJO
G&fam

Gilda ha detto...

Ma perché non vi scrivete?

Anonimo ha detto...

.....e' un po' come la storia del numero di telefono invece di una chiaccherata.....piu' si legge e piu' si impara!

G&fam
PS: chiedo ulteriore venia se a volte utilizzo il blog per messaggi non propriamente rivolti al dottor Castaldo ma che raccontano le vicende diarie dei suoi amici piu' o meno importanti e che suppongo possano interessargli!

Anonimo ha detto...

Dottò... ma ti capita di incontrare le +belle ragazze del mondo (dopo le italiane ovviamente) e che fai?? ti perdi in un bicchier d'acqua a parlare e raccontare????passa subito all'azione..........
Cmq inizio a invidiarti un pò..la prox volta ci vengo pure io con te in questi viaggi...ti faccio da guardia del corpo......
Ernesto75 Priverno

paola ha detto...

Ciao gilda,
come vedi l'universo che ruota intorno al dott.D.C. è molto variegato e dotato di parola...il bello dei blog è che sono un crocevia di storie e di chiacchere! E poi un po' di rispetto per un padre di famiglia che ogni giorno combatte con pannolini, turisti ebeti e tornado! ;)

Anonimo ha detto...

Ciao Dario!! Finalmente un po' di notizie fresche e dirette...Con te non c'e` proprio speranza, io ancora dopo anni non ho capito cosa deve fare unapovera ragazza per farsi notare da te:-) Dunque ti avvicini a grandi passi e grandi file alla Cina...Come vedi, intanto qui si cazzeggia e il tuo blog serve per conoscerci...l'universo castaldesco e` tutto qui. News del piccolo mondo romano:hanno fatto fuori Nisi, da stamattina e` Bersani ad aver preso il tuo posto. In compenso e` tornato Aldo Agroppi il mitico. Ah, io e il biondo stiamo facendo un casino con la Roma per la questione posti allo stadio...abbiamo conquistato anche una foto sul Romanista. Un'altra cosa: sei pronto a diventare zio adottivo? Spero di darti presto belle notizie:-) Baci, Chiara Zucchina

Anonimo ha detto...

sono tornato dalle vacanze e leggo che ancora non hai quagliato!te lo dicevo io che tu sei nespol latente,ma non preoccuparti quando torni allo sporting ti presento tanti bei nespols,altro che belle. valchirie dai nomi esotici........
fai attenzione....ciao max

MAURO ha detto...

Ma voi credete a quello che il buon Castaldo ha scritto?....Non si vanterebbe mai di aver conquistato una Walkiria, piuttosto passa per nespola..... A proposito D il tuo preferito ha vinto il dodicesimo torneo dello Slam....
Lo svizzero vince il dodicesimo Slam della sua incredibile carriera. Ma il serbo ha sfiorato l'impresa, come dimostra il 7-6 7-6 6-4 con cui il numero uno del Mondo si è aggiudicato gli Us Open

Anonimo ha detto...

Meno male che c'è Paola che mette un pò d'ordine. Con tutti 'sti paesi che finiscono in 'STAN non si capisce 'ndo stai!
Stefania

Anonimo ha detto...

A proposito, in "Lettere dalla Kirghisia" di Silvano Agosti si dice che "In ogni settore, pubblico e privato, non si lavora più di tre ore al giorno, a pieno stipendio, con la riserva di un'eventuale ora di straordinario. Le rimanenti 20 o 21 ore della giornata vengono dedicate al sonno, al cibo, alla creatività, all'amore, alla vita, a se stessi, ai propri figli e ai propri simili...". Dicci se è proprio così Dariè....
La kirghisia-curiosa Stefania

Zi Savè ha detto...

certo che ne hai fatta di strada, ma fino ad ora qual'è il posto che ti ha impressionato di più?
e intanto ad Agroppi hanno messo il Bersani e lui che sperava in un altro Dario...

Anonimo ha detto...

NOOOOOOOOO!!!!
Non è possibile tu eri il mio mito fino a poche ore fa..prendi,parti te ne freghi di tutto e di tutti dormi x terra,socializzi con chiunque incontri,ti abitui ad ogni impossibile situazione,scrivi da dio,lavori alla radio(lavoravi..chissà se ti riprendono?)e poi che fai?Sul+bello una ragazza ti chiede il numero(mica altro)e tu ti permetti di rifiutarla???????Hai insinuato in me dei seri dubbi..spero di leggere presto che ho letto o capito male..il mito del dottor Dario Castaldo mi si è incrinato...fate qualcosa sigh sigh!!

Gatto Nero

Dario ha detto...

Avevo lasciato l'amico Roger in semifinale. Bravo guaglione, forse ci vediamo a Melbourne.
Cinque giorni fra Shymkent e Almaty e da due mi sciacquo le cosiddette in un'accoglientissima casa di Bishkek la cui somiglianza con l'arca di Noe' e' accentuata dalla presenza di un solo bagno.
E dato che l'ultima frontiera e' stata una bazzecola e che c'ho preso gusto a contrattare con i consoli, ho appena ottenuto la promessa che entro venerdi' mi faranno un extra transito kyrgyzo limitato ad una data compresa fra il 21 e il 26. Cosi' la prossima settimana - se proprio moriro' dalla voglia di andare a prendere un po' di freddo sul Pamir - posso andare in Tagikistan, prima di scavallare in Cina via Sary-Tash.
(e cosi' abbiamo condiviso un 5% delle paranoie quotidianamente sorbite dal povero Antonio/updated)
Intanto col pensiero fisso all'intensita' dei dialoghi fra Bersani e l'edicolante (...) vado a espiare le mie colpe attorno al lago Issyk-Kol. E vi bacio.

p.s. Sono un filantropo. Non mi permetterei mai di dare buca a nessuno/a/i/e.

fulippo ha detto...

Non ci credo ... non mi dire che ti becco per la seconda volta in online. Ma non c'è una differenza di fuso o quello si riferisce solo a te?

Anonimo ha detto...

Il Bersani se la cava...pensa che inizia alle 6:30...proprio stamattina ha parlato di te, ha detto che ti aspettano tutti alla radio:-) Ieri sera ho parlato di te col "nostro" vecchio Direttore, Dan LM, e ho rivisto un sacco di amici..festa della Roma a Testaccio. Stamattina Bersani parlava pure del tuo tennis e si augurava che tornassi in tempo per un certo evento...ma non mi ricordo, sai com'e`, alle 7...Ci manchi tanto. Il traffico sul GRA e` sempre lo stesso...immagino che in Tagikistan non avrai questo problema...forse sul Pamir:-) Chiara

bobo ha detto...

Già... il buon Dario (Bersani) si chiedeva cosa pensassi della nuova proposta per la nazionale di tennis in Davis: formazione mista (solo uomini e donne, eh...).
La palla dovrebbe rimanere quella... ma sarà color fucsia, qualche dubbio sulla terra rossa... qualcuno la vuole un po' più pastello vicino al porpora, se non addirittura sostituirla con un manto di chiffon carminio...
Altra novità: i gridolini. Saranno di un solo tipo, sintetizzato e omologato (tonalità Henin - sospiro Sharapova) per uomini e donne... tuttavia è previsto anche il playback.
Ma tu viaggia pure tranquillo...

irish ha detto...

Ciao Dario
oggi tramite la radio ho avuto notizie di questo BLOG..erano giorni che via SMS chiedevo tue notizie.Sappi che ti invidio..dopo aver letto un libro (Il cuore perduto dell'ASIA) il tuo viaggio è divenuto il mio sogno..spero che un giorno.. ma il mio timore è che a quel punto quel mondo sarà scomparso.Continua così .. e poi torna in Radio. Irish

Nelik ha detto...

Caro Dario, sono Fabio aka Nelik, ci siamo incontrati al porto di Baku, noi eravamo in moto

spero tu legga i commenti, mi farebbe piacere salutarti "concretamente" ...

Purtroppo ormai il nostro viaggio e' finito, ti scrivo dal lavoro.

Mi piace pensarti ancora in giro, posso immaginare le avventure che stai passando e ci penso sorridendo...col sorriso della nostalgia intendo

Sai che poi il visto turkmeno e' scaduto?? Raccontare ora come ce la siamo cavata e' un po' lungo, in ogni caso e' stato merito di Caterina se alla fine la raccontiamo ridendo :)

che altro dire, un abbraccio ed un in bocca al lupo di cuore x tutto quello che vedrai e vivrai nei prox gg

Nelik

PS www.nelik.it

Ricky Gianco Springsteen ha detto...

Che invidia,
ciao

un radio-ascoltatore

mauroleggo ha detto...

...Avevo postato qualcosa per te dalla cambogia, ma temo che con le istruzioni nella font "de cecco" non sia partito un bel niente. Perciò ribbadisco: Poipet attraversata, strada per angkor, fatta. Non batte le piste africane ma si difende davvero bene: 180 km in sei ore. Il dubbio è se sia davero una strada o se la Shell sta facendo trivellazioni abusive per trovare il petrolio.
Vedo che te la cavi alla grande, la foto con il tuo amico dipinge un castaldo in forma (o il sorriso è una paresi nervosa?). Oggi torno al lavoro invidiandoti un po' di più di ieri; un abbraccio forte

Anonimo ha detto...

Dario bello, pure stanotte t'ho sognato...guarda che il biondo mi diventa geloso:-) Addirittura ti sposavi. Magari incontrassi la donna della tua vita sul Pamir...magari era un sogno premonitore. Fatti vivo!!! Chiara

Dario ha detto...

Fabio/Nelik - Considerando che in Turkmenistan il mio "autista" s'e' beccato 5 dollari di multa per aver sfiorato il brecciolino in curva, temevo che il vostro visto sarebbe stato fonte di guai. Evidentemente le esperienze maturate a Benevento in certi contesti sono determinante. p.s. La foto del porto?
Irish - Non starai troppo incollato alla radio? ;)
MauroLeggo - Bentornato. Come vedi qui s'e' fatta parecchia strada. Lungo la quale da quel che resta del lago d'Aral e' stato sottratto un sasso per la Sua collezione.