domenica 23 settembre 2007

Otto settimane in mezzo (Russians)

Da Oraz e la sua multa per aver allargato la traiettoria sul brecciolino ad Antonio Maggiora Ryskeldi e il (mio) pomeriggio investito nell'illustrazione degli sport kirghisi, nei 56 giorni incuneati fra Turchia e Cina ho incrociato tre cifre di ex sovietici. Una volta appiccicati loro malgrado da grandi giochi, obsolete ideologie e ciclici scherzi imperialisti del tempo, oggi vicini di quartiere occupati a ridefinirsi per differenze e a trovare nuovi riferimenti, li ho trovati affabili, bendisposti, cordiali, gentili. Disponibili, forse un po' invadenti. Ogni benedetta giornata fra Sarpi e Sary Tash la loro fuoriuscita dal tombino era piu' scontata della cena. Mi hanno importunato per anticipare i miei bisogni, mi hanno aiutato anche se erano impegnati, mi si sono incollati per noia, mi hanno interrogato per curiosità. Ma nessuno c'ha capito un'acca. Mi hanno dato in media 26 anni, mi hanno preso per scrittore e per calciatore, per studente e per businessman, mi hanno chiesto se ero venuto pishkom - a piedi - o in aereo, e mi hanno affibbiato una ventina di nazionalità, da quella australiana a quella indiana, senza mai azzeccarci una volta. Ad Osh, nello spazio di un gelato scaduto, un signore m'ha dato dell'americano, quello appresso dell'iracheno. Poi la rivelazione e la puntuale eco ebete. Italia?!? No, vi prego, non fate così o mi sento un ornitorinco che davanti alla casalinga di Voghera si sente dire sì, ho sentito parlare di te, anzi, ti conosco, sei noto per qualcosa, non me lo dire che ora non mi sovviene ma ci arrivo. Ah, sì, Celentano e la Piovra. Te pareva. Tranquilla, fornaia di Tblisi, tranquillo, poliziotto di Bishkek, la colpa non è vostra. E' di chi ai giorni nostri continua ad allestire tour di Toto Cutugno per il Caucaso e di chi ha smesso di esportare prodotti pseudo culturali di massa un quarto di secolo fa per dedicarsi all'import delle Las Ketchups. Ed è colpa della tv russa TNT, che il 20 agosto 2007 trasmette Bingo Bongo in prima serata. Detto fra noi, ora che la comunicazione interpersonale langue, che gli argomenti di discussione sono ristretti e che Italia non dice nulla a nessuno, il siparietto imbecille un po' manca. Come manca il meltin' pot etnico centroasiatico, la possibilità di parlare con chi ha l'inconsapevole fortuna di pensare almeno in due lingue e la sensazione che lì la storia sia viva, vegeta e da scrivere. Ma manca soprattutto la gestualità della gente. Le strette di mano vigorose (anche quella dell'arrotino di Shymkent con le due dita appese al moncherino), i sorrisi dorati di chi ha perso i denti quando la mutua del Politburo passava gratis la sostituzione e quelli sforacchiati di chi ha continuato ad infischiarsene, dello spazzolino. O quel palmo aperto che attraversa il petto delicatamente e sfiora il cuore mentre il capo si reclina e il busto accenna un inchino in un saluto fatto di deferente rispetto. O quel leggero sfregamento del volto in segno di umile ringraziamento per il pasto. Ecco, il cibo, quello, proprio non manca. La monotonia armena, le mappazze azere, la frutta ammaccata turkmena, lo scatolame kazako, i prodotti scaduti kirghisi, il nulla tagiko. Per disperazione mi son buttato su cetrioli e meloni. E se certamente non c'è nostalgia degli alberghi sovietici, delle ambasciate, dei consoli, degli uffici per la registrazione degli stranieri, delle dogane e dei posti di blocco, non ho ancora incasellato quei dialoghi cantilenati ogni dì. Sei venuto per turismo o per lavoro? [Già; quale manager al giorno d'oggi non preferisce lo zaino alla valigetta, cammina per chilometri sotto al sole invece di farsi scortare dall'auto aziendale con l'aria condizionata e non si siede alla riunione del consiglio di amministrazione soltanto dopo aver attraversato a piedi una frontiera?] Prova ad indovinare, va'. Che mestiere fai? Il disoccupato. Quanto guadagna un camionista in Europa? Abbastanza da invitarmi a cena una volta al mese. In Italia ci sono strade così? Sul Mortirolo. E le Piramidi? ... Hai figli? Ci pensa mia sorella. Sei sposato? Non mi piglia nessuna. Ce l'hai la ragazza? No, ma vado in Cina apposta. Lì ce ne sono tante.

2 commenti:

paola ha detto...

il tipo simpatico della foto è il tuo compagno di notti ghiacciate e di viaggi su strade sterrate a 4000 metri d'altezza?

Anonimo ha detto...

devi precisare che non è vero che non ti piglia nessuna, ma che tu sei diventato un po'troppo selettivo-è vero che non è mai troppo, ma è anche vero che almeno una badante a titolo gratuito la devi rimediare sennò finisci come ninì