venerdì 5 ottobre 2007

Sweet dreams (are made of this)

Reggiseni abbandonati sul pavimento, toppini risicati appesi ai pomelli, mutandine merlettate aggrappate ad ogni spigolo. Il profumo di gelsomino no, deve essere suggestione, perché la 209 dell'ostello di Xi'An e un incrocio fra il set di una candid camera e le fantasie di Gigi la Trottola. Solo che invece di Annina spunta Stephanie con i suoi piercing. "Oh Gesu', scusa il casino!". Figurati, quando vuoi. Neozelandese, bionda, atletica, è la mia compagna di stanza per cinque minuti. Il tempo per lei di tornare dalla doccia, infilare la biancheria umida nello zaino, sigillarlo con un lucchetto e volatilizzarsi alla volta di Lhasa assieme alla miniatura di Lou Ferrigno. E poi di tornare indietro per darmi appuntamento "al Bondi Iceberg bar di Sydney". Sì, fra quattro mesi. Molto piu facile incontrare Christin a Chongqing. In mezzo a 15 milioni di cinesi intossicati che ci vorrà mai a rintracciare un metro e settantacinque di ingegnere civile con gli occhi color grano che sta per reinventarsi consulente sessuologa. Cool, poi insieme si potrebbe scendere lo Yangtze in barcone e andare pure a Yangshuo! Giusto perché insisti. Ok, adesso chiamo il mio ragazzo nel Colorado e glielo dico... sai com'è, non vorrei che pensasse male. Ci mancherebbe, non lo vorrei neanch'io. Tanto poi Liz mi aspetta a Singapore e Jessica a Hong Kong. Nella peggiore delle ipotesi a Bali. O a Melbourne. Forse. E' una vita che ho futuro da paura. E' il presente che continua ad essere la solita chiavica.
Per farla breve anche a Xi'An ballo da solo.
Mille anni fa, quando l'insediamento era chiamato ancora Ch'ang An, dalla porta di Giada si mettevano in marcia le carovane dei mercanti che sfidavano il Taklamakan, rischiando a sud - Golmund, Hotan - la siccità, e a nord - Dunhuang, Turpan, Kucha - le scorribande dei cavalieri nomadi, sulla strada verso l'oasi di Kashgar. Da dove tentavano di valicare il Pamir e il Tian Shan per poi sostare a lungo nelle ricche città di Osh, Khokand, Samarcanda, Bukhara. E Merv, oggi in Turkmenistan, che prima di essere sbriciolata da Gengis Khan era abitata da genti che parlavano 17 lingue e professavano tutto il professabile: cristiani e musulmani, ebrei e buddisti, confuciani e zoroastriani. Perché oltre a far conoscere all'Oriente i metalli e le pietre preziose, il vetro colorato, la lana e il vino, e all'Occidente la porcellana, le spezie, il thè e quel tessuto lucente, morbido e resistente, la via della Seta fu un efficace canale per la trasmissione di scienze e tecnologie, per il confronto delle idee, per la condivisione delle arti e delle credenze. Superati i deserti dalle sabbie rosse, ai commercianti non restava che aggirare il Caspio e piegare verso la Persia, Baghdad e Aleppo per puntare verso i porti del Mediterraneo come Antiochia, o attraversare il Caucaso per imbarcarsi dai moli del mar Nero, come Trebisonda, o scheggiare l'Anatolia fino ad Istanbul. Forte del suo glorioso passato di capitale e protetta da una massiccia cinta muraria di dodici chilometri, oggi Xi'An ha conservato un'impronta che nelle altre metropoli cinesi le ruspe hanno abbattuto nel volgere di qualche notte. Due pagode, altrettante torri, il quartiere islamico con la moschea e quell'indicibile accozzaglia di chincaglieria contraffatta che può essere solo un mercato, musulmano, notturno, in una città, di sette milioni di abitanti, cinesi. Dal poggia-bacchette designed in Italy ai valigioni Samsonite, tra i vicoli si trova di tutto. E di originale spesso non ci sono neanche le banconote. In un posto così, di memorabile c'e' anche la coda da selezioni del Grande fratello per salire sul bus numero 5306 con destinazione l'esercito di terracotta, l'incredibile fatica realizzata ventidue secoli fa da anonimi scultori a protezione del sonno eterno di Shin HuangDi, capostipite della dinastia imperiale dei Qin (che si pronuncia Cin...), il primo condottiero a sbaragliare la concorrenza dei feudi rivali e ad unificare il Paese. Circa settemila soldati, tutti diversi, dalle acconciature alle armature, dai baffi alla scanalatura delle suole, disposti coi loro cavalli (e, prima che venissero trafugate dai tombaroli, con lance e balestre) a protezione del sepolcro del Primo Imperatore.
Un'opera mastodontica, considerata la scoperta archeologica del XX secolo perché gli abitanti dello Shaanxi l'hanno lasciata gradualmente affogare nell'oblio e affondare nel terreno, da cui e' stata estratta solo a partire dal '74 dopo un ritrovamento assolutamente casuale. La consapevolezza del valore storico e artistico è un prodotto culturale europeo post illuministico -neanche i contadini eredi degli Incas che bazzicavano le rovine di Machu Picchu erano consci del peso archeologicamente specifico delle mura che usavano come stalle - ma nel caso dell'esercito di terracotta resta imperscrutabile la curva del tempo che ha fatto perdere la memoria di un monumento tanto simbolico. E bello.
Poi la sera mi tocca tornare allo Xiangzimen, l'ostello a due passi dalla porta meridionale con la sua squadra di ragazzine tuttofare venute dalla campagna per 80 euro al mese, i due ritratti politicamente necessari di babbo Zedong, la sveglia suonata con lo zufolo degli Intillimani che c'entra come i cavoli a merenda, il biliardo, il maxischermo, la serata ravioli al vapore, i poster dei calciatori inclinati di 10 gradi perche noi giovani siamo anticonformisti, la colazione a base di bacon e uova strapazzate, le Heineken, i tavoli di legno modello irish pub, le lanterne rosse che fanno etnico, la new generation sino-glamour alla prova dell'anglosassone sbarbato e i muri da inzaccherare con frasi tipo se per il mondo non sei nessuno per qualcuno sei il mondo. In questa fucina di futuri laburisti ma non troppo, la musica è affidata al ciuffo biondo e al database da tremila brani di Patrick. Senza spremersi troppo le meningi, ma almeno omettendo 'ndarare 'nderera, otto anni fa ha scritto il testo di Promised Land, la hit house con la quale lui e i suoi Typhoon hanno venduto 300mila singoli salendo al primo posto delle classifiche in Spagna. "All'epoca non lo sapevo, ma ero giapponese dentro". Cosi', messo via il sintetizzatore, Patrick s'è trasferito a Kobe, dove a 34 primavere lavora come ragazzo alla pari presso una facoltosa famiglia tedesca. Per il momento insegna olandese al rampollo, ma domani aprirà un ristorante belga. Dice che ce l'ha dentro.

Ps. Con la dipartita di Stephanie, per la 209 passano un paio di coppie simpatiche, Tetsuya con i suoi raggi fotonici e infine un bavarese, ingaggiato da una ditta di Shanghai per esportare un po' del know-how teutonico in materia di impianti fotovoltaici e energie pulite. Volker è una persona a modo ma ha un difetto. Passi che mi chiama Tario, passi che mi pone un sacco di domande e passi pure che si rivolge a me alzando minacciosamente la voce. Ma che lo faccia mentre dorme è francamente troppo. Se non scappo a Cheng Du, una notte di queste mi prende un coccolone.

14 commenti:

Anonimo ha detto...

DAI DARIO VAI AVANTI COSI' RESISTI AD OGNI SITUAZIONE AGROPPI TI ASPETTA. CIAO E FORZA ROMA MAX64

Anonimo ha detto...

Perchè non pubblichi accanto ad ogni articolo la piantina col puntino, per farci capire dove sei- tiposatellitare dell'auto'

Anonimo ha detto...

Che meraviglia l'esercito di terracotta...e` il mio sogno andarlo a vedere. ma il biondo in Cina nun ce vole` veni'!!! Quanto alle donne...Dariu'...non ti lamentare degli appuntamenti a scadenza bi/tri/quadrimestrale presi con tutte le donne che incontri in giro per il mondo...CARPE DIEM. Lo sai che io, come tutti, te vojo vede sistemato:-) Senti, martedi` vado alla radio...hanno organizzato un Laboratorio di Giornalismo, e ho preso appuntamento. che dici? Tanto qua la mia azienda sta per chiudere...potrei rimanere senza lavoro tra pochissimo. Magari e` una svolta. Boh. Senti, ma visto che i cinesi non parlano inglese e che tu l'inverno scorso hai fatto lezioni di russo (ricordi Yelena?)come ti fai capire? Ti voglio bene!!! Chiara Zucchina

federico ha detto...

Ciao Dario, devo dire che effettivamente il "come" ti faccia capire dai cinesi è interessante, a meno che ormai non parli solo con gli altri backpackers!
Quello che invece mi chiedo è: tutta quella parte di mondo che sta tra L'india ed il vietnam verrà tagliata fuori dal tuo viaggio o piegherai un po' verso occidente per non perderti quell'umanità meravigliosa? C'è anche da dire che in effetti ora come ora la Birmania non è esattamente il posto dove andare a curiosare...
un saluto ed aspetto con ansia altri resoconti.
ps - per anonimo, credo che siamo in più di uno a seguire Dario su google earth, se chi gestisce questo forum ne avesse la possibbilità sarebbe carino mettere un link al file .kmz aggiornato ;)

Anonimo ha detto...

... i tuoi racconti continuano a farci sognare di quei posti lontani, ora aspettiamo le immagini!

buon viaggio, nella realtà e nell'anima!

daniela72

chi gestisce... ha detto...

Caro Federico,
se hai voglia, tempo e sai come fare...

roberta ha detto...

..e bravo Tario è già arrivato in cina..io sempre sul punto di trasferirmi non si sa dove non si sa quando..per ora continuo a viaggiare da una parte all'altra di londra..e a studiare tutta la porzione di mondo che ho scoperto seguendoti (in silenzio..strano ma vero!)in questi mesi.
se ti proponessi un incontro-scontro di cervelli ad hong kong? pare che per te sia in agenda come tappa 'jessica' in tempi più prossimi, io sarò lì negli ultimi giorni di novembre; c'è da dire che ,come al mio solito, il timing è un disastro ma magari se ti dilunghi un po' a Chongqing riusciamo a beccarci?!

bacio

la MATALU'

Anonimo ha detto...

certo se la Birmania disgraziatamente dovesse rimanere fuori da questo tour, dovrai prenderti un altro anno sabatico per andare- il ministro dei miei stivaliPadoa Schioppa ha denominato bambocci tutti coloro che, tra i 25 ed i 30 anni sono ancora a casa, tenuto conto che ora se prendono una casa in maffitto avranno una detrazione o incentivo che sia, di ben 40 e rotti € al mese - senza parole, ma solo tante parolacce

Anonimo ha detto...

Parma - Roma 0-3
gol di Totti (doppietta) e Mancini

Anonimo ha detto...

Tarius, sei tutti noi!
Stefania

P.S. Se vuoi provare "cose forti" anche da noi, ti consiglio un bel viaggetto Cagliari-Villasimius su un torpedone guidato da un emulo di Raikkonen....credo di dover aspettare ancora qualche giorno perchè il mio stomaco ritorni a posto.

federico ha detto...

per "chi gestisce" :D

ovviamente non so come fare ad aggiungere un link sul blog, io al massimo potrei fornire il file aggiornato ogni volta, non è molto ma è quello che potrei fare ;)
fra l'altro ho un leggero buco riguardante il deserto del taklaman, dopo Kasghar e prima di Xi'an non ho idea del tragitto seguito, qualcuno ha delle delucidazioni?

MAURO ha detto...

Forza Tario, alle brutte mimetizzati tra l'esercito di terracotta....ma che fai, per sapere cosa ha fatto la Roma chiami il Dott.Trani?.....un abbraccio

Dario ha detto...

Matalu', lo sai che corro sempre un po' troppo (due giorni fa ho ricevuto una mail da una coppia francese conosciuta in Uzbekistan. Mi dicevano che oggi sarebbero entrati entravano in Cina e mi chiedevano se c'era la possibilita' di vederci a Kashgar...certo, se torno indietro di tremila chilometri). Ad Hong Kong sono appena appena giunto. E non resto molto che' c'e' chi t'ha preceduto e mi ha fissato un appuntamento fra due settimane a Bangkok.

p.s. anonimo, purtroppo ne ho fatti 31, quindi non mi spettando manco i 40 eurI.
- Mauro, quando posso la domenica cerco di fare gli straordinari su internet e seguo Jacopo Manfredi su kataweb. Ugo lo sto importunando per altro ;)

Kind ha detto...

caro ragazzo delle seppie, finalmente ce l'ho fatta.
Complimenti per lo splendido sito,
e pure per pupo...
Come stai? quando torni?
Kind.