giovedì 14 febbraio 2008

Enjoy the silence

La leggenda narra che l'isola settentrionale (in un eccesso di fantasia battezzata north island) fosse un enorme pesce. Catturato da un semidio di nome Maui, l'animale si pietrifico' sulla superficie del mare, e i suoi tentativi di divincolarsi dall'amo generarono montagne e vulcani. Le Divinita' non tollerarono l'affronto e, pur risparmiando la vita di Maui, per punizione gli congelarono la canoa. Che si trasformo' nell'isola meridionale (chiamata south island, per non confondersi). Te ika e Te waka, il pesce e la canoa, a Maui, furono raggiunte nel tredicesimo secolo da un navigatore polinesiano di nome Kupe, nel 1642 furono sfiorate dagli olandesi con Abel Tasman e solo nel 1769 furono visitate dagli inglesi con James Cook. Ai primi si deve l'insediamento dei maori, ai secondi il nome Nieuw Zeeland, ai terzi quasi tutto il resto. L'Union Jack sulla bandiera e lo sterminio di varie specie di colossali pennuti, il cristianesimo e i maiali, due decenni di guerre e il rugby, i moschetti e le patate, senza le quali il fish&chips non viene bene. Aotearoa, la terra della lunga nuvola bianca, l'angolo piu' remoto di Occidente, si fonda su una storia ristretta ma su una quantita' di simboli universalmente conosciuti che stuzzicano gli appetiti turistico-esotici dei cittadini del vecchio west: i kiwi, l'haka degli all blacks, la silver fern - la felce argentata - il set del Signore degli anelli e, per ultimo, quello zuzzurellone di A.J. Hackett, un tizio che ispirandosi ad una cerimonia di Vanuatu e a costo di farsi arrestare dalla gendarmeria della torre Eiffel, venti anni fa ha brevettato, inventato e diffuso la moda del bungy jumping. L'isola meridionale ostenta sia il primo - il ponte sul fiume Kawarau, metri 43 - sia il piu' alto - Nevis, metri 134, secondi di caduta libera 8.5 - della serie terrestre. Motivi di vanto per un intero popolo. E di attrazione per gli sbarbati di tutto il globo. Sulla pubblicita' piu' ricorrente e scopiazzata un tizio con le treccine e gli occhi allucinati rivela "Even my shit was scared". L'aforisma e' attribuito ad un certo Drew di Liverpool. In un video promozionale, Hackett in carne ed ossa sostiene che il 99% di quelli che hanno provano a buttarsi nel vuoto coi piedi legati ad una fune elastica di caucciu' malese vivono l'esperienza piu' paurosa della loro vita. L'altro 1% forse e' salito su un bus del Ladakh.
La Nuova Zelanda resta una meta di nicchia del turismo maturo. Un polo di attrazione per chi apprezza la natura incontaminata, le vedute panoramiche, una devozione religiosa per l'ecosistema, una difesa maniacale della fauna e l'aria freschina ma buona. La nomea impegnata e dal sapore new age risultava pero' forse poco redditizia sul mercato del turismo giovanile, cosi' il Paese ha rivisto le strategie e ha tessuto una ragnatela vischiosa di infrastrutture per il divertimento a pagamento. Per attirare le decine di migliaia di olandesi, tedeschi e scandinavi che raccolgono frutta nelle campagne australiane e poi vogliono godersi i dollari guadagnati. Per ingabbiare centinaia di migliaia di inglesi e americani che non hanno neanche bisogno di raccogliere meloni e pomodori. Una volta creata l'etichetta ed esportato il marchio, il successo e' assicurato. Oggi la fetta implume dei 2 milioni di stranieri che superano i pignoli controlli aeroportuali, atterra in Nuova Zelanda per cercare lo sballo, per spararsi dosi di adrenalina artificialmente prodotta e costosamente acquistata. La nazione dei 4 milioni di abitanti e dei 50 milioni di pecore, la prima ad estendere (nel 1893) il diritto di voto alle donne, si e' tramutata in uno spremitore di turisti, in una macchina infallibile per squinternare i giovani anglossasoni e giapponesi. Nella sola Queenstown, sulle sponde del lago Wakatipu, il bungy jumping ha partorito una cucciolata da cento mostriciattoli. Attivita' non sempre intuitive tipo action flite, fly by wire, heli hike, flying aerobatics, wake boarding, water skating, canyoning, kneeboarding, bana boat rides e biscuiting. Alcune si scelgono in base alle predisposizioni naturali - c'e' chi e' nato per il para gliding e chi per l'hang gliding, chi per lo sky dive e chi per lo sky jump - altre perche' sugli opuscoli garantisce Suzy da Singapore ("You bloody crazy kiwis!"), altre ancora in base alle offerte clamorose. A Rotorua, per esempio, con il triple bypass ti ciucci in sequenza zorb, swoop e agrojet risparmiando la bellezza di 9 dollari, 5 euro pieni. Su i 250 che ti scuciono sa davvero di affarone. Se poi non ti bastano tutti questi surrogati dei tassisti kirghizi, c'e' sempre la ciliegina sintetica. Nelle erboristerie vanno via come filoni di pane le party pills, le compresse da 100 milligrammi di granellini color ocra che sprigionano un cocktail di benzfetamina, piperazina, octopamina e caffeina. In sintesi una droga leggerina. Trovata una pastiglietta sulla moquette dell'ostello, come in una sfera di cristallo ho letto il mio futuro: se quando torno a Roma mi annoio, metto i Sex Pistols a palla e chi s'e' visto s'e' visto. Sempre che non mi arrestino prima negli Usa, dove e' sostanza altamente vietata. Nella rete dello sballo a peso d'oro ci finiscono anche gli insospettabili. Tipo Aneta, una hostess anglo-polacca ritoccata con photoshop e provvista di tatuaggio in latino LUCEO NON URO ("Sei il primo che non pensa che sia una canzone dei Manu Chao"), Erna, un'epidemiologa bavarese, zia di 17 bambini e prossima all'ennesima spedizione in Ghana, ed Alejandro, un avvocato di Punta Arenas, ex insegnante di filosofia del diritto alla Cattolica di Santiago, che in due giorni stira tre bungy. Io non ci casco perche' in astratto contrario e in concreto al verde. E poi perche' piu' di un giro di wake boarding mi sconvolge l'assenza del trambusto. Su una superficie superiore a quella di Giava, l'isola meridionale della Nuova Zelanda ospita un centotrentunesimo degli abitanti. 114 milioni li', 868 mila qui. In termini di acustica significa che i timpani accendono un cero alla Madonna. Fra le tante attivita' scelgo percio' le passeggiate lungo le sponde dei fiumi smeraldo e dei laghetti color mercurio, ai piedi ghiacciai vertiginosi, sui fianchi di montagne modeste e sfaccettate come pietre grezze, fra i pascoli di pecore e cerbiatti, nei dedali di muschi dei boschi. L'incantesimo si spezza quando incontro Thomas, un ragazzo di Munster, che mi racconta cosa fa a Queenstown. "La corsa all'oro qui ha devastato anche le foreste. percio' il mio lavoro consiste nel piantare dappertutto le famose felci argentate. Piacciono tanto ai turisti".

9 commenti:

bobo ha detto...

che robba, aho!

Anonimo ha detto...

te spieghi meglio? nun è chiaro

Anonimo ha detto...

...allora che faccio compro il volo? Per San Pedro Sula mi costa abbastanza meno ma, non saprei dirti, considerando i 10 gg che ho a disposizione, cosa conviene fare. Nei prossimi giorni se posso incomincio a dare un'occhiata (non il pesce) pero' vorrei sapre se per te andrebbe bene l'appuntamento per il 04.04 all'uscita dell'aeroporto della ridente cittadina antemenzionata...

G&espera

PS: e fatt nu salt!!! :-)

Anonimo ha detto...

Pennetta regina in Cile. È il quinto sigillo Wta. Quinto successo in carriera per la brindisina che ha vinto il torneo di Vina del Mar in America Latina superando in finale la ceca Koukalova, ritiratasi al secondo set sul punteggio di 6-4, 5-4, 15-0 a favore dell'azzurra. Ora Flavia è di nuovo tra le prime 30 del mondo.


La Roma perde uno a zero a Torino contro la Juventus. Meritatamente aggiungo io. Anche se nell'azione che porta alla punizione decisiva c'era fallo (non fischiato) su Pizarro. Panucci e Aquilani si prendono a botte. Se fosse rotto er giocattolo? E domani sera abbiamo il Real...

Non ho ancora letto il post...tocca pure lavorà ogni tanto!In compenso ho visto le foto...perchè lavorare si, ma è lunedi mattina...con calma!

P.S. Apro raccolta firme: vogliamo il blog anche di MAILA. Quante ne potrebbe raccontare pur restando a casa? ;-)

Ingegnere

Anonimo ha detto...

Io pure sono per il blog di Maila:-)

Siamo talmente abituati al rumore che faccio fatica a pensare al silenzio, a immaginare quello che descrivi...la natura incontaminata, un paese poco popolato, isole di pace e riflessione. qaunto mi piacerebbe un po' di silenzio.
Baci
Chiara Z.

qaunto mi piacerebbe un po' di silenzio. ha detto...

pure a me...

g.

Anonimo ha detto...

amore, credo che tu stia insinuando che io sono un po' chiaccherona/rumorosa....si` hai ragione, lo ammetto:-) E pure Dario lo sa.
Pero` questo non mi impedisce di desiderare qualche giorno di silezio...senza traffico, telefono, computer, clacson, lavori in corso, vicini di casa rumorosi, televisione, radio, ticchettii, strepiti, urla, motori, lavatrice, ronzii, sveglie...ecc....solo natura, silenzio e libri.

A proposito di libri, Dariu', ne sto leggendo uno che ho gia` deciso di regalarti per il compleanno...E` bellissimo, uno dei piu` belli che ho letto. Molto meglio di quello dell'anno scorso:-)
Baci a tutti
p.s. stasera all'Olimpico...
Chiara Z.

giancarlo ha detto...

io non insinuo...affermo.

stasera spero che je famo pena e a 3 se fermano...

castà ma poi l'hai trovato in niusiiland un posto pè vedè la partita?

Anonimo ha detto...

el blog de Maila sarebbe 'na telenovela- lasciate perdere