lunedì 10 dicembre 2007

Java Script

Il 27 maggio 2006 è il giorno in cui il mio Samsung dismesso da Bersani ha opposto un silenzio cocciuto a tutti quei morammazzati che insistevano con gli auguri di buon compleanno. Senza fra l'altro spiegare cosa mai ci sarà di buono nel compiere 30 anni. Ed è quello in cui una scossa del sesto grado della scala Richter ha crepato le sculture di Prambanan, il complesso di cinquanta templi indù eretto quasi dodici secoli fa e che costituisce - con quello buddista di Borobudur - la perla architettonica del Paese con più musulmani sulla faccia della Terra. Nel 1985 l'insopportabile paradosso ha fatto svegliare qualche fondamentalmente sordo seguace del Profeta col piede sbagliato. E come corollario artificiale agli sciami sismici e all'opera di erosione della foresta, nove bombe sistemate a Borobudur hanno ricordato 15 anni prima di Bamyian che per i radicali interpreti del messaggio di Maometto la divinità non va rappresentata. Se poi è pure la divinità di altri va possibilmente distrutta. A Yogyakarta e dintorni l'Unesco fa più lavori di ricostruzione che di restauro, e alla lunga i turisti disertano: sei visitatori da una parte, gli stessi sei più una scolaresca di Soto dall'altra, nella mattina in cui mi spiegano che è bassa stagione e che in quella alta i turisti sono almeno il triplo. Appunto. Il terremoto del 27 maggio 2006 sarebbe in realtà passato inosservato, confuso fra i tanti, se non avesse rugato gli altorilievi con l'epopea di Rama e impegnato i beni culturali in un restauro che dopo un anno e mezzo è appena inziata. Perché se c'è un denominatore comune in una nazione minacciata da 127 vulcani attivi, sparpagliata su 17.508 isole - undicimila delle quali deserte - abitata da 230 milioni di persone di 300 etnie diverse, che comunicano in decine di idiomi, che sono spesso in lotta fra di loro e che si sono ritrovate unite sotto la stessa bandiera dalla ritirata dei colonizzatori olandesi, sono le calamità. Naturali e non. Congestionata e inquinata come la sua capitale da 10 milioni di residenti, ma anche dinamica e intraprendente come la sua gente, la quarta nazione più popolosa del mondo si appoggia infatti su una schiena fragile e minacciata da ogni prospettiva. Perciò ogni tanto si spezza. Dieci anni fa l'esplosione della bolla speculativa thailandese e il rinculo delle economie del sudest asiatico ha vaporizzato il 44% del valore delle Borse dell'area e ha bruciato 840 miliardi di dollari in 18 mesi. Ma chi - da Seul in giù - ne ha subito le conseguenze più devastanti, è stata proprio la nazione nata nel 1949 e guidata per mezzo secolo da Sukarno e Suharto e dai loro metodi autoritari. Il crack finanziario ha bruciato solo in Indonesia due milioni di posti di lavoro, ha ridotto la rupiah ad un fazzoletto di carta dal valore nominale 180 volte inferiore, ha fatto crollare il PIL del 14% e ha quasi triplicato il numero degli indigenti, affossando 40 milioni di indonesiani al di sotto della soglia di povertà. Oltre ai 15 che già c'erano, affossati. Quando il Fondo monetario internazionale ha concesso un credito da 35 miliardi di dollari ma di fatto voltando le spalle a Suharto, la più grossa crisi finanziaria contemporanea assieme a quella argentina* ha mostrato il suo rovescio positivo, la ferita aperta nel rapporto fra gli indonesiani e un potere corrotto e violento. Tremila studenti hanno occupato il Parlamento, l'esercito ha tentennato e a maggio '98 il generale è scappato con i suoi 15 miliardi di dollari di patrimonio nato dallo sfruttamento in prima persona (e tramite aziende intestate a membri della famiglia) delle enormi risorse forestali, al termine di 30 anni di finti complotti politici inventati e vere repressioni armate messe in atto. E ha lasciato in eredita' un buco da 150 miliardi di dollari. Lo scoppio della bolla ha insomma subito sollecitato un segnale di partecipazione attiva al processo di costruzione democratica dello Stato, ma alla lunga - complice una ripresa lenta e parziale - ha dato nuova linfa alle tensioni sociali, ha alimentato le istanze separatiste e ha dato nuovo impulso ai fondamentalisti di Jamaah Islamiya. L'Indonesia ha impiegato più tempo dei vicini a sollevare la testa dopo dalla tempesta finanziaria, gravata da problemi che le altre potenze emergenti della regione non conoscono - sacche di radicalismo islamico collegato ad Al Qaeda, perplessità degli investitori esteri, tragica sequela di disastri naturali, spinte secessioniste provenienti da Aceh e da Papua e, il tratto più evidente per chi attraversa il Paese, sovrappopolazione inaudita.


Al centro di quest'amaca sospesa fra Asia e Oceania infatti ribolle l'isoletta di Giava. Estesa quanto il regno delle due Sicilie ma popolata come i tre Stati a ridosso dei Pirenei, è la casa - a volte il tugurio - di centoventimilioni di persone. Milione più milione meno, la stima e' approssimativa e per difetto. Perche' in un arcipelago disteso da est ad ovest quanto tutta l'Europa, oltre la meta' degli indonesiani viene e va, finché non si ammassa in questa sottiletta di terra fra l'Oceano indiano e quello Pacifico, concimata a catastrofi naturali e disordini civili, frizioni sociali e accenni di modernismo. E pressoché insensibile alla politica della trasmigrazione, l'insieme di incentivi economici e lavorativi disposti dal governo in favore di chi si trasferisce su un'isola lontana da Jakarta: moltissimi giavanesi intascano l'equivalente di 400 euro, diventano proprietari di un appezzamento di terra, trascorrono il periodo stabilito nella sottopopolata destinazione remota e poi ritornano alla base. Portandosi spesso dietro qualche disperato di Celebes o delle Molucche. La conseguenza, in un Paese nel quale il 60% degli abitanti vive nelle campagne, dove nei soli mesi invernali la temperatura non scende mai sotto i 23 gradi ma piove un metro di acqua, è che ai lati delle strade lisce, intasate da motorini e camion che non hanno ancora avuto il piacere di conoscere la benzina verde, si alternano senza soluzione di continuità cittadine e risaie, insediamenti rurali e discariche, baraccopoli e centri commerciali. Il ritmo è di quasi 900 persone ogni chilometro quadrato. In termini di spostamenti sul territorio significa che l'incolonnamento e' perenne. E che puoi metterti comodo e fidarti dell'amico autista del bus di turno. Lui SEMBRA prendere rischi eccessivi quando sorpassa cinque camion in un un unico curvone o quando pennella gimkane fra le auto che trasportano motorini, motorini che trasportano bici e bici che trasportano materassi, ma in realtà sa quel che fa. E poi quando alla periferia di un villaggio un nugolo di gente soccorre i sanguinanti superstiti dello stesso modello di bus, della stessa compagnia di trasporti, finito con il muso dentro un fosso, lo capisce da solo, l'amico autista, che per un po' è il caso di rallentare. E accettare che su un tragitto di otto ore il ritardo salga a quattro.
Gli indonesiani sono fatalisti. E se per ridere alle mie idiozie bisogna essere un po' imbecilli e molto gentili, gli indonesiani lo sono parecchio. Quell'occhio vitreo, qualche volta cerchiato da una corona celeste, inquieta ma inganna: qui la gente è allegra e scanzonata. Sarà il pensiero che l'Australia è a vista ma se la son fatta soffiare dagli inglesi, ma sono persino autoironici. Come il signore sul bus per Probolinggo, che dopo aver sopportato a lungo gli effluvi dell'incontro ravvicinato fra la mia scarpa e un escremento mi ha chiesto se avevo fatto indigestione di nasi goreng, il riso fritto. E poi straparlano di calcio. Quando ne parlo con Cecile, uno dei sei visitatori di Borobudur, lei mi porge la sua polaroid per immortalarla in compagnia di un ragazzo in una sala di attesa di un terminal. Fra gli avvocati girondini di stanza a Lussemburgo un semplice gesto carino, fra i giovani indonesiani una chiara autorizzazione a procedere. Pertanto nel primo scatto lui le appoggia casualmente l'anulare su un capezzolo, nel secondo le affonda entrambe le mani su entrambi i seni. Gli indonesiani sanno prendere l'iniziativa. Non mi resta che andare a Bali per vedere se ho imparato la lezione.

* apro la parentesi cartoneros? :)

52 commenti:

n.d.r. ha detto...

Al termine dell'odierna conferenza stampa di oggi, Luciano Spalletti ha voluto ricordare il giornalista sportivo Alberto D'Aguanno, scomparso il 9 dicembre dello scorso anno all'età di 42 anni. "Il suo spirito è ancora con noi -ha detto il tecnico-. La mia squadra quando vince ha ancora il suo spirito gioioso".

maila ha detto...

Ci pensavo anche io.Giusto domani è un anno.E pensavo a chi è rimasto senza di lui, moglie e due bambini piccoli.
Ciao Darie'..

Massimiliano ha detto...

Logico che,a parte un breve incontro per le strade di Roma,io abbia conosciuto Alberto solo attraverso i media nei quali si manifestava. In particolare a Retesport,ne avevo potuto apprezzare tutte le sue doti di essere umano al di sopra della media. Ma soprattutto vedendo il dolore provocato in chi lo ha conosciuto meglio(proprio tu tra i più segnati,Darié)ho potuto capire ulteriormente ,che razza di perdita incommensurabile sia stata per tutti la scomparsa di una persona di tale livello.E oggi, a distanza di un anno e attraverso il blog di un suo Amico e ammiratore,lo voglio salutare ancora una volta,Ciao Albè!

paola ha detto...

vedi se ti ispira il summit sui cambiamenti climatici che si sta tenendo a Bali e che è legato anche alla tua meta australiana...la questione sul clima mi sembra un altro degli argomenti tragicomici globalizzati ;)

Dario ha detto...

In teoria mi ero sbrigato a venire qui proprio per quello...

paola ha detto...

...e in pratica sei inciampato in tanti altri eventi e persone :) Prima di dedicarti a Roger, quando arrivi in Australia vedi che ne pensano i novellini laggiù

Anonimo ha detto...

lo sai che forse un tuo prossimo viaggio "culturale" (magari solo europeo)potrebbe avere uno sponsor?
Nancy.
p.s. per ora non chiedermi altro

Massimiliano ha detto...

Da Pippipedia:"...Giava è famosa anche per la bravura dei suoi abitanti nel lancio del giavellotto e per essere stata il luogo dove fù girato il famoso film Giaventù bruciata....".Scusa Dà,era solo per cercare di lenire il dolore dell'aver appreso che anche quest'anno nun s'ariva mejo de secondi.......che dici,era mejo se me buttavo sul alcool? Un saluto(testappera,guarda se 'na vorta ogni tanto puoi contraccambiare.....poi nun dì che sò permaloso!)

Anonimo ha detto...

E infatti, Massimiliano mi ha anticipato...pareggiotto a Livorno a ristamo a meno cinque...Pure quest'anno e` andata. Chissa` come avrebbe commentato Alberto. E` passato un anno, sicuramente anche lui sta seguendo il tuo viaggio:-)
Baci Dariu`.
Chiara Z.

mauro ha detto...

Mi associo al pensiero per la scomparsa di Alberto e un abbraccio a Fabio Jr. La Nostra Rometta invece io la vedo come la prima delle squadre umane in Campionato. Il cammino dell'Inter non ha eguali in europa e quindi non si può fare altrimenti che rimanere ad una distanza che permetta un improbabile rientro....

Dario ha detto...

Federico: li hai piu' visti Bobo &Co? Pentito?
Pippia' - Funziono piu' o meno cosi': con gli avventori di passaggio o con gli amici che si scongelano di colpo mi parte di istinto il saluto. Con gli habitues mi limito al pensiero. Altrimenti fa troppo "...saluta la folla". Ma il pensiero c'e'.
Nancy - Se e' la Hatu digli che come testimone sono inadeguato.
E visto che ci sei di' Fulippo che ha solo capito male una volta di piu'. Ma che anche stavolta lo perdono... ;)

maila ha detto...

Sai che non avevo letto che SIMPATY era andato avanti??Scusa se abbasso il livello....MA CHE DU PALLE!!A me fa schifo Fede (uno a caso,ma l'elenco è lungo)e non lo guardo!Non è che lo guardo trincerandomi su posizioni che dovrebbero elevarmi al di sopra di tutto e di tutti(I AM A VOLOUNTEER),quasi a volermi salvagardare da qualsivoglia giudizio negativo di merito e sostanza, e poi lo massacro!NON LO GUARDO,PUNTO.Comunque basta....GIURO GIURO.Mi mozzico la lingua la prossima volta.Che palle pero'.
Carola si batte le mani. "BRAVAAA" e lei si applaude.E ride come una pazza.Che patatona che è.

Anonimo ha detto...

Grande Dario!

Un saluto dal tuo umile allievo Sandro

PS Ancora non ho imparato ad usare la macchinetta del caffè in redazione ahah


Dariooooo!!!
ti parla colui il quale ha DEGNAMENTE preso il tuo posto ;-)
allora come stai?
c vediamo presto!!!!(se nn t rapiscono prima)

ps: io la macchinetta del caffè l'ho imparata subito ad usare...nota di merito è?!

Antonello

paola ha detto...

Per cognizione di causa posso affermare che nel compiere 30 anni c'è di buono che
- ci sono buoni amici pronti a farti gli auguri e si è in grado di apprezzare gli auguri affettuosi,
- si inizia ad avere un certo bagaglio di grandi eventi di cui si è stati testimoni e su cui si può azzardare di dire una propria idea e addirittura di esprimere un proprio sentimento,
- si inizia ad avere un certo bagaglio di piccoli eventi su cui si è lottato, pensato e riso
- se si scrive Parambanan invece che Pranbanan gli altri pensano che è un errore di digitazione oppure che si scrive così in un'altra lingua ;)
- si può passare dal bailamme induista al rigore buddista in uno stesso giorno e avere una vaga idea delle implicazioni di entrambi
- si può iniziare a gustare il sapore di ridere, soprattutto dei propri 30 anni

Ne avrei altre da dire, ma poi parlo troppo, come la maggior parte dei trentenni :)

federico ha detto...

Ciao Dario!
purtoppo no, non sono riuscito ad incrociare bobo & co. ma sono certo che ci saranno altre occasioni, visto che nonostante l'inter pare che il campionato duri lo stesso fino a maggio!
Ormai sto fervendo, non vedo l'ora di partire per la nuova zelanda, e ovviamente non faccio altro che pensare a quanti altri posti ancora vorrei conoscere e quanti, leggendo i tuoi racconti, si stanno affollando per diventare il prossimo! ieri sera a letto con la mia fidanzata si discuteva di come è bello il tuo modo di viaggiare e di come possiamo inventarcene uno simile mettendo daccordo tutto il modno che normalmente gira assieme a noi, magari 2 mesi in India possono essere rubati senza che qualcuno se ne accorga troppo... ma è meglio pensare alla terra dei kiwi ora!!

Anonimo ha detto...

Federico, sicuarmente ci sara` modo di incontrarci allo stadio prima o poi, noi bloggaroli di Dario...o magari quando Daio torna facciamo una supercena tutti insieme:-)
bello comunque che il nostro amico ci trasmetta la voglia di viaggiare e di comunicare.
Chiara Z.

Dario ha detto...

Federi', come primo impatto con l'India un mese va benissimo. Fidati...
Antone', fammi capi': ti sei messo a condurre buongiorno retesport o quella cresta continua ad alzarsi? Vedi di seguire il vangelo dell'amante di Dotto ;)
Chiare': se ti dico che zucchina+zotica=buzzuretta, ti ricorda niente? ;)
Maile', respira ;) E altro che FCO, la prima cosa che intendo fare al ritorno e' spupazzarmi i pargoli.

federico ha detto...

bene, vada per un agosto in india :D
e vada, soprattutto, per la cena bloggarola!

Guido ha detto...

cena bloggarola!!!
offre darietto!

p.s.
mio fratello è in viaggio di nozze in australia, je dico de compratte un panino co la porchetta.

mettiti la maglia di lana

Anonimo ha detto...

bene, bene...la cena bloggarola prende piede...abbiamo un sacco di tempo per organizzarla, bravo Dario che offre:-)
Dario, e` proprio vero, hai ragione...Sono io la buzzuretta:-)
Chiara

bobo ha detto...

Dariu'... trattieniti pure là, senza fretta.
Qui, in new-argentina, c'è un'agitazione di trasportatori... nelle maggiori città non c'è più carburante e nei supermercati c'è chi fa scorta di quel che resta... Più che Chatwin ce po' racconta' Ray Bradbury...

Igor ha detto...

Senti, non è che ti potresti sbrigare a finire sto viaggio? mica per altro, ma i tuoi sostituti invece di svegliarci ci fanno venire sonno!!! :-))
Mi potresti portare, se la trovi, una di quelle confezioni di scorpioni prefritti in salsa di mandorle?

federico ha detto...

qui siamo ormai al paradosso, si vivono scene che mi raccontavano i nonni durante la guerra, code chilometriche ai benzinai, assalto ai supermercati, fabbriche bloccate... il punto è che non siamo sotto embrago dall'UNO ne sotto le bome dei comunisti, c'è uno sciopero dei trasportatori!! pensandoci stamattina, mentre schivavo milioni di macchine che cercavano di schiacciarsi l'una con l'altra avendo avvistato un benzinaio aperto, m'è tornato in mente un vecchio spettacolo di Grillo, quando parlava di come siamo ormai schiavi del traffico delle merci... ma soprattutto siamo schiavi di una sensazione di benessere, quando qualcuno ci prospetta la possibilità di perdere tutti questi fantastici benefici della vita comoda e moderna allora entriamo nel panico come se ci fosse un vero e proprio attacco personale, l'uomo torna omini lupus e tutto perchè si prospetta una week-end senza benzina per poter continuare a scorrazzare inutilmente per la città o senza l'ultimo taglio di carne argentina! mah mi sembra che si sia perso completamente il senso della realtà delle cose, c'è una disparità incredibile tra il nostro stile di vita e quello del restante 90% del pianeta e scoppia il finimondo se disgraziatamente per un paio di giorni ci toccherà muoversi a piedi, in bici o con dei mezzi pubblici.
vabbè scusate lo sfogo ma oggi su un cantiere ho sentito parlare addrittura di emergenza nazionale!

Dario ha detto...

Ciriola: ti facesse male, dormire un po'...
Bo' (quando specifichi che quella roba nuova e' farina della tua ipercinesi e non della megalomania?), sono andato a studiare le conseguenze sociali della crisi argentina proprio perche' prima o poi ci tocca e allora staro' un passo avanti ;)
Federi', a proposito. Arrivando a Sengiggi mi son trovato un posticino nel quale ho atteso un'ora che il guardiano si svegliasse. La serratura non funziona, la luce non c'e' ("ma e' un black-out momentaneo, e' solo perche' piove" come se qui non piovesse mai) e tanto per cambiare di lavandini e acqua tiepida manco a parlarne. In compenso ho scoperto che piazzando le chiappe su tre bus e due traghetti fra qui e Flores risparmio un buon 80% rispetto alle navi che ti scarrozzano direttamente. Ma prima di regalarmi quest'altra spremuta di ossa mi faccio un paio di giorni a Gili. Ma se uscisse il sole non sarebbe male...

bobo ha detto...

Ma come..?
Io lavoro per il tuo futuro e tu me dai del megalomane?
Oggi è il compleanno di DLM, nell'ultima pagina del "®" c'è un messaggio, anche a nome tuo :-)

"Tanti cari auguri di buon compleanno a Daniele, anziano difensore centrale della nazionale giornalisti.
I colleghi"

Anonimo ha detto...

Federico...ti sei scordato il mercato nero (come ai bei tempi della guerra) e la gente che davanti alla fila chilometrica al benzinaio scavalca tutti e aggredisce pur di ottenere carburante, scatenando una rissa...sentito raccontare, non vissuto di persona. Siamo alla pazzia, 'sto paese e` sempre piu` allo sbando. Pero` devo dire che fanno bene a prolungare lo sciopero. solo se creano un problema grosso forse susictano una reazione. Vale per loro come per qualsiasi categoria. Lo sciopero di un giorno non serve a niente. 'Sto governo dovra` agire prima o poi.
Che schifo di paese comunque.
Chiara Z.

Igor ha detto...

Io dormo ma negli orari più consoni alla mia attività e cioè durante la trasmissione di Max e di Paglia :-)
Invece al mattino avremmo bisogno del nostro Dario quotidiano....e del quotidiano di Dario....hai mai pensato di fare il direttore di giornale? Già ti vedo a "Porta a porta" tra Mastella e Giovanardi!!! eh eh eh
Oppure a Matrix tra Maroni (e stare tra i maroni non è mai una cosa bella) e il Mago HOTELma *** con prima colazione inclusa!!!
Cmq fino ad ora qual'è il paese più bisognoso di ciriole dove potrei esportare l'antica arte delle mani in pasta?
PS: Antonello, devi fare meno caffè che in sti giorni David me pare un pò isterica :-)

paola ha detto...

giusto oggi con mio fratello stavamo immaginando la puntata dei Simpson in cui la città rimane a secco di benzina per l'agitazione degli autotrsportatori e, tra scene di isteria collettiva e manipolazioni politiche per sfruttare la situazione, dicevamo che ci mancherebbe un bel black out elettrico per fermarci tutti (finalmente!);) Secondo me c'è gente che sta già accumulando in cantina le scorte d'acqua...

Anonimo ha detto...

Dario, just to inform you...ieri sera pareggio della Roma col Manchester, ha segnato Mancini. Ma soprattutto hanno giocato Antunes (davvero bel giocatorino) e Barusso (nuovo beniamino dell'Olimpico...e` una bestia fisicamente ma con due piedi fucilati...).
L'emergenza nazionale sta rientrando...fino alla prossima:-)
Baci
Chiara Z.

bobo ha detto...

Ops, quando hai citato l'emergenza nazionale credevo stessi ancora parlando dei piedi di Barusso... :-)

federico ha detto...

della partita di ieri rimangono la personalità di antunes, l'inconsistenza inspiegabile di esposito e la cronica incapacità di concretizzare di questa squadra.
barusso in prospettiva potrebbe essere buono.. magari anche gattuso a ventanni non sembrava maradona come tocco di palla ;)

mauro ha detto...

Visto che alla cena di blog offre Dario non credo sia il caso di mettersi a dieta....:-)

Anonimo ha detto...

Parafrasando Diego Abatantuono in "Attila, flagello di Dio":
"Ma che moh pure le donne parlano de pallone? Che è 'na moda?"

Anonimo ha detto...

Perche`, che c'hai da di'??:-)
Chiara

bobo ha detto...

Message for Pippiano.
Potresti comunicarmi il tuo numero di cell ad artefatti@email.it ?
Denghiu...

Anonimo ha detto...

Sicuramente ci capisci più di tanti pseudo-giornalisti che si sentono per radio, ma che Barusso abbia i piedi fucilati me sembra un'affermazione grave! Se così fosse, come spieghi il tiro che è uscito di un niente prima della sostituzione? Un giocatore scarso tecnicamente non lo fa mai nella vita. Piuttosto concorderei con te se dicessi: "Diamante grezzo, grande fisicità che a stento contiene..."
Signori questo giocatore se lasciato in pace è potenzialmente il nuovo Desailly.

Mi domando: come si può parlare di una cosa che non si conosce? Mi spiego. Non che una donna non possa vedere mille partite di calcio, studiare tattica, etc., ma come fa a parlarne se non ha mai indossato un paio di scarpe da ginnastica e non è mai scesa neanche nel campetto sotto casa?


Dopo questo, e so già che mi prenderò valanghe di insulti ;-), dico che preferisco 1000 volte sentire i tuoi commenti che quelli di "personaggi" tristi o doppi.

Ingegnere

Anonimo ha detto...

Caro Ingegnere, non mi arrabbio ne` mi offedo...e soprattutto non ti insulto. Ho capito cosa intendi e non ci crederai ma condivido quello che dici riguardo al non aver mai giocato a pallone, a non aver mai sudato su un campetto, a non aver vissuto l'infanzia a sognare di giocare e a idealizzare qualche calciatore. Ho iniziato a tifare e a interessarmi di calcio (non parlo solo di Roma, ma di tutto il calcio) gia` da grandicella, 15/18 anni. Mo` ne ho 32 e sicuramente non sono la piu` grande esperta di calcio mondiale.

Dicendo quello che ho detto su Barusso, non volevo offenderlo ne` dire che non potrebbe crescere tecnicamente...era un'affermazione un po' ironica e, lo riconosco, forse un tantino estremizzata. Ma anche dire che potrebbe essere il nuovo Desailly mi pare un tantino esagerato. Comunque oggi ho sentito commenti ben peggiori su Barusso, e ti assicuro che erano uomini a farli.
Ora vado via, a domani.
Dariu', quando dai news?
Chiara Z.

bobo ha detto...

Su la competenza di Chiaretta mi sentirei di garantire...

Però anch'io non ricordo, pur vedendolo dai primordi della carriera, che Desailly avesse alla base dei calzettoni quei 2 ferri da stiro che si ritrova il prode Barusso :-)
Alla faccia del diamante grezzo... ce vo' una squadra de minatori più che l'equipe Spalletti!

Anonimo ha detto...

Io credo di poter avere parola in merito e posso affermare con sicurezza che Barusso c'ha i piedi fucilati! :-)
...E venimeti a dire che non ho mai calcato un campetto!!
vostro
D. A. Maradona :-P

Pelè ha detto...

In tutta sincerità mi sento di condividere il pensiero espresso dal quel pippone presuntuoso che mi ha preceduto e di cui ora non ricordo il nome...

mauro ha detto...

Io la penso come Chiara, forse perché non ho mai messo gli scarpini e oggi mi sento un pò donna.....?

Anonimo ha detto...

Chiara, non voleva essere una critica ASPRA nei tuoi confronti.Spero che avrai capito che la citazione di Abatantuono era per ridere. Leggo il blog (e soprattutto i commenti) da parecchio ormai. Come seguo le trasmissioni (lo vedi che non ci sono solo i tuoi parenti a sentirti) del nostro prode Castaldo. L'ho sempre fatto in silenzio (nel senso che non ho mai telefonato in radio e non ho mai lasciato un commento nel blog fino ad ora), ma oggi leggendo il tuo commento mi è venuto in mente il pezzo del film da me citato e ho cominciato a ridere da solo in ufficio come un fesso. Sarebbe andato tutto bene se non fosse passato il capo e mi avesse preso per pazzo!
Tutto sto pistolotto solo per dire che non volevo assolutamente mancare di rispetto, offendere o criticare aspramente te o il genere femminile (al quale per altro sono e sarò eternamente grato). Era per ridere.
Magari posso essere accusato di non avere fatto una gran battuta. Forse di pessimo gusto. Ok. Ma secondo te Maradona e Pelè stanno bene? ;-)
Continuerò cmq a leggervi. E soprattutto a leggere Dario a cui mando un saluto.

Ingegnere

Pelè ha detto...

Ingegne' io sto bene, proprio bene... se non fosse che ho un cugino architetto :-)

Massimiliano ha detto...

12-12-66 nacque DLM,4 gg dopo Pippiano......bè,se vede che sò più giovane,vé Dà? Chiaré i piedi di Barusso non sono male,è che deve capì che nun se pò gioca a pallone coi Frye!x Bobo:io ci provo,non è detto che ci riesca(sò poco pratico).A Dà,ce la fai a tornare x il 17? Grande cena da Checco,grandi presenze,previste grandi risate(viene pure er Ciriola da Parrrrrrma!)....ti aspettiamo? un saluto! P.s. Non sono un esperto(come di quasi nulla),ma le foto che metti sui tuoi posts sono fantastiche,mi emozionano.

D.A.Maradona ha detto...

Sto bene grazie!
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Claudiaaaaaaa portami l'aspirina.....e una bottiglia di Pampero per mandarla giù

giancarlo ha detto...

ingegnè, io ero uno x cui le donnne manco dovevano entrà allo stadio. poi ho dovuto cambià idea...
però barusso ha proprio sbajato mestiere...io vorebbe conosce chi l'ha convinto de esse un giocatore de pallone...poi se lo mettono pè 10anni a palleggià con un muro (caro vecchio liddas ce voresti tu) pò esse pure che migliora.

Anonimo ha detto...

Ingegnere, ho capito l'ironia della battuta e ti ho risposto tranquillamente:-) Continua a leggere e a intervenire se ti va, mica mi offendo per cosi` poco.

Bobo, grazie per la stima:-)
Auguri a Pippiano!!
Dario. visto che onore...pure Pele` e Maradona sul tuo blog...
Chiara Z.

p ha detto...

i 30 so' i mejo

Dario ha detto...

Caro Ingegnere, lo spero bene che "le mie trasmissioni" (includi ruote&reti? vuoi dire che C'ERA QUALCUNO CHE ASCOLTAVA ruote&reti? :) non fossero sentite solo dai miei parenti. Ce ne ho nove, compresi un cognato juventino, un cane e tre nipoti in eta' da Babbo Natale.
Se ti riferivi a quel mio "o" piu' punti di sospensione, era un modo per mettere in guardia chi non mi conosce dal prendere posizione su quel che scrivo, che qui e' tutto un gioco di rimandi e sottintesi. Certamente non voleva negare a nessuno la possibilita' di intervenire, anche perche' se no mi resta solo Pippiano...
Ciao Massimilia'! :)

Anonimo ha detto...

Caro Dario,

è sempre un piacere leggerti. Yogya e Maioboro restano un must dei miei viaggi. Stavo all'Ambarrukmo, un hotel che già quindici anni fa era decadente... Sarà crollato? Mah

A Capodanno vado con moglie e pupetti a Edinburgo per il loro Hogmanay. Volo Liverpool e poi tutta auto. Per chi si muove con prole al seguito non è male il primo dell'anno a -5... no? Certo, sulla spiaggia a Kuta è meglio. Occhio alle australiane...

Salutoni e buon Natale
Guglielmo Nappi

Anonimo ha detto...

Bene...grande ricordo che hai.....!
cmq ma quale cresta...ho la boccia, non me la posso fare purtroppo... ;-)
e cmq piuttosto che seguire Bombardini preferisco uccidermi ora...chissà perchè ora mi sta guardando titubante...bah!
ciao dà,
Antonello

Dario ha detto...

Ciao Gug!