domenica 16 settembre 2007

Taxi driver

(dato il carattere pesantemente volgare del post se ne sconsiglia la lettura a donne e bambini)
Che Zamir fosse un coglione l'ho capito nell'attimo stesso in cui ho messo piede nella sua Bmw targata B 3928 G. Per la certezza che fosse anche un pezzo di merda, invece, ho avuto bisogno di 9 ore.
L'aria di Bishkek s'era fatta stantia. Senza piu' combriccola da coccolare o consoli da randellare, la citta' sembrava melanconicamente priva di stimoli. Dopo una giornata passata a tirare le orecchie a segretarie, usceri, funzionari alti e bassi e loro assistenti, l'ultimo doppiopasso fra ambasciate aveva inciso sul mio passaporto il visto di transito kyrgyzo e il permesso GBAO necessari per attraversare il Pamir e rientrare nel Paese. Ma non uno che non mi avesse rimandato a data da destinarsi, che avesse rispettato gli impegni e gli appuntamenti, che non avesse chiuso l'ufficio prima del previsto, che poi avesse chiesto scusa. "In Italia per molto meno si viene licenziati". Non e' vero, ma loro non lo sanno. E alla fine hanno ceduto, tutti.
Percio' ieri, dopo aver sperimentato anche l'ebbrezza di essere scambiato per pakistano, sfidato da un mariuolo e difeso da un nugolo di babushke nel bazar, c'ho pensato un attimo, ho impacchettato la roba e mi sono accodato a Min Ho, l'ingegnere civile di Seul che viaggia ininterrottamente da 4 anni e mezzo e che nella Nomad's home s'era segnalato per l'abitudine di sputare nel cortile bazzicato da coppie di piedi nudi. Si va ad Osh, non ci sono marshrutke ma solo auto private, e alle 8 di sera da noi compare una Bmw contattata da Ernest, il gestore. Il prezzo e' fin troppo congruo, ma se duecento metri piu' in la' comincio a ripensarci e' per un senso di indefinita incompletezza, oltre ad un misto di date inconciliabili, spazio limitato e atmosfera sgradevole. Nell'abitacolo siamo in 5, troppi per una dodici ore notturna di saliscendi fra le prime due citta' del Kyrgyzstan su una strada asfaltata di recente da una ditta giapponese ma lontana parente delle nostre provinciali. Davanti, accanto a Zamir, siede una signora. Dietro, fra me e il coreano, si sistema il fratellino dell'autista. E l'aria e' subito infestata dal fastidioso tuz-tuz di una compilation disco trash pompata oltre il livello dell'istupidimento. Va be che e' sabato sera - provo a stemperare - ma si puo' abbassare il volume, per favore? Piacere parzialmente accordato ma l'antifona e' chiara. Il tizio al volante e' rozzo dentro quanto sgrammaticato fuori, con quegli zigomi talmente sporgenti e affilati che di profilo pare un esagono. E guida da analfabeta della vita.
Zamir non e' il solito pilota relativamente spericolato, di quelli che conoscono l'equilibrio del sistema-auto e lo interpretano in modo spavaldo ma sicuro, dando la sensazione di conoscere le regole condivise dagli altri e di forzarle entro limiti incomprensibili per chi viene da fuori ma accettate dai locali. No. Zamir abbraccia il volante, azzanna l'acceleratore e ha un'attrazione fatale per la corsia sbagliata. Non azzecca il tempo di un sorpasso, una distanza, una curva. Ammesso che imboccarne una a 110km/h significhi impostarla e non cercare di abbatterla. Non c'e' camion che non ci abbagli istericamente, non c'e' auto che non strombazzi imprecando. Le minigonne della Bmw grattano in continuazione il manto, i dischi dei freni fischiano disperatamente, per tre volte un tornante finisce con un'inchiodata secca per evitare che la macchina vada giu'. E ricomincia con una sgommata, perche' non si dica che Zamir non e' un drago.
"Hai mai pensato che nella vita dovevi fare il panettiere?" gli dico in russo maccheronico. Il fratellino sghignazza. Dopo due ore, in cima al primo passo, ci fermiamo. A bordo sale un sesto occupante. Mi scongelo ancora, tanto il sonno m'e' passato. "E se fra cento chilometri trovi un'altra persona che paga, la fai salire?..." (nell'originale in russo corretto) "...brutta testa di cazzo?" (in italiano). Il ragazzo sgancia e si infila dietro, al centro. Persino la signora davanti trattiene a stento imbarazzo e lacrime. Dopodiche' la corsa riprende.
Centoventi, centrotrenta, centoquaranta, in salita e in discesa, nel misto e sul dritto. Se chiudo gli occhi sento il respito trattenuto da me e dagli altri. Se li apro vedo solo gli abbaglianti disperati degli autisti che incrociamo. Se ripassa quattro auto in curva e' una merda d'uomo. Confermo, lo e'. Se stanotte andiamo al Creatore siamo in due a menargli.
La discesa e' anche peggio. Attraversiamo qualche centro abitato e facciamo le meches alle poche sagome in giro prima dell'alba. Poi, in un piazzale malamente frequentato, ci si blocca. Sono le 5 del mattino e scende l'ultimo arrivato. Un quarto d'ora dopo anche la signora vien gettata alle ortiche. Il fratellino si piazza davanti, e per l'occasione Zamir sceglie un nuovo coro da discoteca, rumeno, e lo fa girare tre volte di fila nello stesso punto, quando il cantante grida: "ITALIANO!". Se mi sa di atto di sfida non e' per paranoia, ma perche' sta per fermare la Bmw in mezzo alla campagna.
"Pagate" ci dice, guardandoci attraverso lo specchietto con quegli spilli senza spessore che si ritrova ai lati del naso aquilino . "Prima ci porti in albergo, poi ti diamo i soldi". Wow, Min Ho e' vivo e lotta insieme a noi. Il bastardo riparte, poi si riferma all'ingresso della citta'. Stesso teatrino. "Se non pagate vi porto dalla militsia. Li' c'e' mio fratello e sono cazzi vostri". In un certo senso ha ragione. Arriviamo al commissariato, ma il presunto fratello non c'e'. Il poliziotto di guardia e' troppo assonnato per capire che ha la possibilita' di guadagnarsi la tredicesima. O forse in una scossa di banale onesta' non tira fuori le manette come insistono i due infami ma accoglie la mia versione dei fatti: "Portali all'albergo e fatti pagare li'" dice a Zamir. Che ingenuamente ci porta davanti ad un hotel indicato da Min Ho, che ad Osh c'e' gia' stato. E li' ricomincia, precisando quel che ormai era evidente: "Fuori 5000 som tu e 5000 tu". Sono 100 euro a testa, cinque volte la cifra contrattata e che per meta' era gia' stata consegnata alla partenza. "Apri il bagagliaio e dacci gli zaini" (originale in russo su di giri) "...e poi vaffanculo tu e l'amico tuo" (originale in italiano e in inglese). No. Peggio per te, io e il coreano entriamo nell'Alay. Min Ho dice che alla reception lavorano due ragazze gentili e un tipo acido. Ovviamente alle 6 di mattina c'e' solo lui. "Il telefono e' rotto da ieri, non abbiamo stanze libere e io voglio dormire. Uscite da qui e andate da un'altra parte". "Sai bene che fra poco qualche camera si libera. E poi cosa direbbe il tuo capo se sapesse che stai dalla parte dei ladri invece che dei turisti?". Fa pippa, il nanerottolo, e noi due rimaniamo dentro. Gli zaini restano invece nell'auto, mentre il buio comincia a dissolversi, Zamir e il fratellino sorvegliano la porta e scendono a 4mila som - 80 euro - indirizzandomi un gesto dolcemente retro'. Il pollice morbidamente inserito fra indice e medio. O ha saputo della mia lunga astinenza o mi avvisa che e' inutile sbattermi, tanto alla fine m'incula. "Provaci, faccia da culo". (originale in italiano). Il caso ha infatti voluto che per una volta tenessi il biglietto da visita della guesthouse di Bishkek, e che il mio russo mi consenta di chiedere il cellulare a tre frequentatori dell'albergo di Osh prima di trovare Mirzad, un dipendente dell'hotel disposto a prestarmelo. Guldana prima e Ernest poi vengono cosi' svegliati e informati che l'autista cui c'hanno affidato non e' proprio una bella persona (qui non e' sarcasmo, e' vocabolario scarso) e che sarebbe il caso che lo facessero ritornare sulla Terra, ammesso che Zamir ci sia mai stato. Il ragazzo che mi presta il telefonino parla inglese, e ha gli attributi per prender di petto il fratellino dell'autista, visto che nel frattempo Zamir e' scomparso con i nostri zaini. Il longilineo gli dice di essere un semplice cliente ma resta di guardia in attesa che la Bmw ricompaia con lo stronzo accompagnato da un poliziotto. "Venite con me" mi fa l'armadio in divisa, che a giudicare dall'occhio malvagio potrebbe essergli davvero fratello. Prima mi spieghi con quale accusa, poi parli con Ernest. Anzi - per togliermi di dosso la scomoda sensazione che nella storia il padrone della Nomad's non sia del tutto santificabile - ci parlo prima io e gli faccio notare che DEVE risolvere lo spiacevole inconveniente e DEVE promettere che mai piu' affidera' qualche straniero a Zamir perche' altrimenti una cosa del genere DEVE diventare di dominio pubblico. Ernest scarica una serie di da e di 'non proccuparti' mentre l'autista spiega al poliziotto, davanti al dipendente dell'albergo, che ci aveva caricato in aeroporto (?) e che a Bishkek Ernest gli avrebbe sottratto 700 som. Mentre Zamir scivola giu' dagli specchi, gli dico che a noi frega una ceppa (originale in inglese) di quel che fanno loro coi nostri soldi. Ma che i som che gli diamo sono quelli pattuiti. Non prima di aver controllato che nello zaino ci sia ancora la giacchetta. E che nessuno ci abbia pisciato sopra.

41 commenti:

Luca ha detto...

Malimortè!

Un abbraccio, Dariù!

Luca Er Bimbo

paola ha detto...

ma quelle sane abitudini di una volta di legarsi sempre lo zaino alla caviglia dove le hai lasciate?! è possibile che chiloometri e chilometri sulle strade di tutto il mondo non ti abbiano insegnato nulla sui viaggi in auto private!?!!! la prossima volta non fare il pigro e vai a piedi (e non farci prendere più questi spaventi!)

paola ha detto...

p.s. grazie per la foto che ci rincuora

Dario ha detto...

Lo zainetto a mano era in mano. Soldi, carte (Lisanti! La poste pay e' ufficialmente inutilizzabile! M'hanno cambiato il codice o cosa?), documenti, libro del momento, quadernetto, fotocamera, mp3 e persino saccapelo per la notte erano con me.
Per quanto mi riguardava, quello grosso poteva pure tenerselo. Mi sarebbe dispiaciuto solo per le scarpe. E per la giacchetta, senza la quale faccio fatica a rimorchiare ;)

p.s. Onnis mio, mi raccomando non riscalda' minestre.

Anonimo ha detto...

Ciao Darietto, sono la novelli. Ti mando i saluti di a.a. che e' qui davanti a me e mi ha chiesto di scriverti. Sai, lui non e' molto tecnologico...Un beso e vai tranquillo in giro per il mondo che la mattina c'e' un degno sostituto a farci compagnia!!

paola ha detto...

...più che altro perchè è l'unica giacchetta che hai, la stessa del bautismo di Jamilita. certo che questo peso superfluo da te non me lo aspettavo ;)

paola ha detto...

fino all'ovir ci possiamo anche stare, ma il kgb da quando è stato riesumato?
secondo me già che stai da quelle parti e che hai passato tanto tempo in compagnia di consoli e affiliati, in Pamir facci un salto (tanto la giacchetta per scaldarti ce l'hai), poi però in Cina -se ci arrivi- lasciati 3 giorni di riposo assoluto per riprenderti dalle trafile burocratiche che la madre Russia ha lasciato in eredità ai suoi figlioli

Dario ha detto...

Cara la mia Novelli (quanto manca all'evento?) in giornate come quella di ieri/oggi il problema e' proprio stare tranquillo.
Per gli agiografi-feticisti del blog una precisazione: nel confronto con Zamir ho anche tentato la carta Lei-non-sa-chi-sono-io (e li' ha scimmiottato brividi di paura) e quella da lettino dello psicologo perche'-stai-facendo-tutto-questo? (e li' era sceso con le pretese a 2000 som). Il problema e' che ero poco assistito sulle fasce da un Min Ho seriamente preoccupato per i suoi 100 litri di zaino.

p.s. E poi me ne vado a partorire una soluzione ai miei dubbi... Tanto prima o poi qualcuno lo dira' e allora anticipo: "Tifosi della Roma, quando mi date per restare a spasso altri 4-5 anni?".

Anonimo ha detto...

Ciao Dariù,fai tu la cifra! bastano 2 anni;il tempo de vince scudetto,Scempionz e di presentarsi in pompa magna a Yokohama! A Dà vuoi sapere il mio commento al gol del brasiliano? E vai!Juan a zero! Pippiano

Anonimo ha detto...

La Roma ha vinto 2-0 gol di Juan e Totti...
quindi..La Roma è prima in testa alla Serie A

Lucio ha detto...

Ciao Dario,
sarà che ti chiami come me, sarà che è bello sapere che in giro ci sono ancora matti avventurieri come te...me sembra di conoscerti da una vita ed invece è solo due giorni che leggo il tuo blog.
Forza e coraggio.
Catilinario.

Anonimo ha detto...

ciao mostro sono felice che tutto vada bene ricordati di osservare e vivere tutto anche per me come mi hai promesso, ci manchi tantissimo. una miriade di baci titti.

Lois ha detto...

Se ti interessa ,in compenso le ragazze azzurre hanno perso la Fed cup a Mosca ,nettamente.

Alessio Buzzanca ha detto...

Gesù... L'importante è che sei vivo e vegeto. Ti conforterà sapere che più volte ti ho letto mentre ero alle Hawaii (in the middle of nothing, come amano definire la loro collocazione geografica). Sono tornato a fine agosto e ho ripreso in radio dalle 14 alle 18 + radiocronache e col Mattino di Napoli... insomma, al solito. Ti scrivo queste banalità perché probabilmente ti possono aiutare a tenere un contatto con la realtà (ancorché tu lo voglia)!!!!! Un abbraccio forte forte! Buzz

Alessio Buzzanca ha detto...

Addenda: la splendida frase in home page (Si tu n'as pas etudié, voyage) che è da anni anche una mia ragione di vita (non da pazzo come te, però) è dal dialetto fulfulde e non fulfude. Ammazza che cacacazzi eh? Beh, l'avevo scritto anche nelle mie note caratteristiche! Fai il bravo e pensaci ogni tanto. Noi lo facciamo spesso, anche in diretta! Buzz

Dario ha detto...

Hai ragione Buzz... ma e' per via del fronzolo arancione che ho qui con me, il segnalibro della libreria Raconte-moi la Terre di Lione [per le proteste e' all'angolo fra rue de Thomassin e rue Grolee]. Riporta il Proverbe FOULFOUDE' cosi' come ho trascritto io. Per la cronaca l'altra faccia del segnalibro e' una foto in bianco e nero di Roma...
Benvenuto Lucio, e grazie a te e all'ormai signora Cappelletti!

p.s. Min Ho dovrebbe essere arrivato a Kashgar. Quanto a me, smaltita un po' di strizza mista a delusione m'e' ripresa la voglietta di Pamir (da qui a li' le strade sono piste sterrate e piu' di tanto non si puo' correre...) e fra un'oretta incontro tal Abdulaziz. Pero' stavolta prima di partire pubblico il suo numero di telefono, cosi' qualcuno lo chiama dall'Italia per intimargli di non fare scherzi :)

Anonimo ha detto...

A Da', nel leggere il post ho provato tanta rabbia, meno male che è finita bene, complimenti per la tigna, chissà quanti avrebbero ceduto. So d'accordo co te i coreani sulla fascia so poco affidabili, pure la Roma ne aveva cercato uno l'anno scorso ma lui voleva sta lontano dar papa.
P.S. Sta giacchetta è croce e delizia de sto viaggio.
AleRoma55

Anonimo ha detto...

A Da', nel leggere il post ho provato tanta rabbia, meno male che è finita bene, complimenti per la tigna, chissà quanti avrebbero ceduto. So d'accordo co te i coreani sulla fascia so poco affidabili, pure la Roma ne aveva cercato uno l'anno scorso ma lui voleva sta lontano dar papa.
P.S. Sta giacchetta è croce e delizia de sto viaggio.
AleRoma55

paola ha detto...

prima di salire in auto fatti lasciare numero di telefono e indirizzo dei parenti più prossimi e parlagli insistentemente del kgb e dei tuoi innumerevoli contatti con i consoli di mezzo mondo. Se non dovesse bastare buttala sul patetico e digli che sei un povero vagabondo che sta andando in cerca di fortuna e di una donna baffuta in Pamir (?)(la barba incolta ce l'hai vero?)

federico ha detto...

Ciao Dario,
minkia però! è vero che statisticamente ti erano andati fin troppo bene questi primi mesi sparsi per il mondo però devo dire che te la sei cavata benone, per fortuna che non eri solo! a dir la verità quando nell'altro post avevo letto di autostop un po' mi ero inpensierito, considerando che io in due giorni in tunisia con una sorta di taxi privato non sono mai stato del tutto tranquillo fino al mio rientro in barca...
Per il resto.. voglio dire mo che ci sei non ce lo fai un saltino in Pamir? ma scherziamo? dai che poi vogliamo vedere un mucchio di foto e come diceva qualcuno, acquistare poi il tuo dario di viaggio illustrato ;)
per quanto riguarda la roma, puoi anche rientrare tranquillamente quest'anno siamo forti anche senza scaramanzie, e juan sembra davvero meglio di chivu come qualcuno mormorava in estate!
a presto.

ps - anch'io quest'estate leggendo i libri di terzani non potevo non pensare a te e a cosa avresti visto.. vedi di essere all'altezza e di farci leggere un gran libro.

Anonimo ha detto...

quando ho iniziato a leggere ho avuto paura per te...lo sai che so' zucchina, pero` poi ho pensato...vabbe`, se la scrive, tutto e` finito bene...Mazza che stronzo 'sto Zamir (che fa rima con Pamir...). Almeno il coreano alla fine ha tirato fuori un po' di attributi. Nun me fa piu` prendere pena pero`, capito? Si` lo so che scuoterai la testa davanti alle mie raccomandazioni:-) Non ci avevo pensato ancora che il magic moment della Roma coincidesse col tuo girovagare...ma due anni so' troppi. Devi venire al battesimo del biondino (oh, guarda che ancora non aspetto, ma chissa`...). Mi manchi tanto. Bersani e` bravo, ma fa veni' sonno. Sabato ho sentito pure Agroppi dopo tanto tempo, alle prese con i suoi Bartezzaghi e i messaggi degli ascoltatori...Chiara Zucchina

nesco ha detto...

Ciao Darietto,

qui le preoccupazioni piu' grandi sono come riuscire a scrivere una pagina di dissertazione al giorno, come vedere la Roma a Berlino, e come non andare tutte le sere alla 'Magica' (ma posso farla pubblicita' sul tuo blog per tutti i romanisti in vacanza?)

Fammi sape' se devo fare una telofonatina alle Poste Italiane, oltre che a mamma.

Ieri ho scansionato le foto delle Galapagos e di Huanchaco - piezz' e' core...

Ma sto mercato di Osh perlomeno e' cazzuto?!!
Levati sta voglietta, ma guarda che in Cina non parlano italiano eh! ; )

un abbraccio.

caterina ha detto...

caro Dario,

è molto bello leggerti, sei un fiume di belle immagini! il tuo blog ci farà compagni in questo lungo anno...prima della prossima grande avventura!

per capire chi sono, ti dico, HOTEL KANUB a BAKU!!! Buon viaggio!

Lucio ha detto...

Grazie del benvenuto caro Dario.
Il mio vero nome è in realtà Dario, come te, Lucio è uno pseudonimo legato al nick.
Ancora forza e coraggio che sono curioso.
Catilinario.

Ele ha detto...

Ciao Dà finalmente ti mando un saluto....poco tranquilli questi incontri-scontri ma tu sei più cocciuto di loro.
Stasera in scena Nina ti penserà.
Un abbraccio enorme,
Ele

MAURO ha detto...

Alla fine tutto bene quel che finisce bene.....Speriamo che Zamir non trasporti più ignari turisti....Credo che se dopo la Cina prosegui per, il Giappone, un giretto nel Pacifico; Messico, Caraibi, Azzorre, Portogallo, Spagna e Francia un paio d'annetti ti dovrebbero passare; giusto il tempo per far arrivare la Roma a Yokohama.....Un abbraccio al fratellino di Zamir che con l'esempio dei fratelli più grandi ha un futuro roseo davanti a sè.....

max ha detto...

credo che dopo lo spavento passato, tu non abbia bisogno dei miei consigli per tenerti in forma..un abbraccio forte anche dal resto della banda sporting.xxx max

giancarlo ha detto...

ciao Castà, me fa piacere che te diverti...certo pe fa un pò de montagne russe dietro no strozno nun c'era bisogno de arrivà fino in...turk...tang...pam...vabbè li insomma.
nadal si dedica a fare il tifo x il basket, la sharapova m'ha invitato a mosca ma le ho detto che ora è presto, casomai a maggio, la tua zucchina sta bene e la Roma ancora non ha vinto lo scudetto solo perchè ti stanno aspettando...

Anonimo ha detto...

Ciao. Mi chiamo Simone. Sono solo un tuo ascoltatore silenzioso. Da anni ormai. devo dire che leggendo il blog mi stà venendo una voglia di partire che non ti dico. Però alla fine la mia razionalità (sono un ingegnere di 31 anni) mi permetterà solo di aprire un blog......sigh!!!! Certo che, perdonami il francesismo, bello stronzo quello!
Daje Dà (ti dò del tu perchè ormai ascoltandoti tutte le mattine da un paio d'anni sei mi fratello) torna presto che bisogna festeggià sta Roma!!!!!!!!

Anonimo ha detto...

Sono (ero) un tuo assiduo radioascolatore... e mi mancano un po' i tui "duetti" mattutini con Aldo Agroppi (Bersani non te la prendere...). Il tuo viaggio e' a di poco entusiasmante...ma stai gia' pensando al prossimo? nel caso prova a farti un giro su queto sito http://www.oz-bus.com/itinerary.html (Londra-Sydney in Autobus!!!)

Ciao,
Davide

nesco ha detto...

Visto che nessuno l'ha ancora fatto, ecco gli aggiornamenti calcistici:
Roma-Dinamo K 2-0, Perrotta al 9' e Totti chiude al 70', pali di Juan e Cassetti (migliore in campo) - prestazione maestosa.

Milan vince bene, Lazio strappa l'ennesimo pareggetto (4' consecutivo), Inter rosica di nuovo : )

Hai letto che si dice "resplendissant" di noi?

Un abbraccio.

daniele flavi ha detto...

ciao darietto....grazie di cuore per questo viaggio che ci stai facendo fare con il tuo blog, ho appena visto le foto che hai messo su e sono a dir poco bellissime...ci sono delle immagini molto toccanti.......anche se in questi giorni, ovviamente, hai altre cose a cui pensare, t'informo che com'era probabile abbiamo perso 4 a zero con la russia la finale di fed cup...la schiavo è stata grande ha giocato quasi alla pari con Kutz. e Chavet.... peccato ci rifaremo il prossimo anno sin dal primo turno con la spagna in casa........un abbraccio

jacopo ha detto...

ciao dario ,Kak delà?sono un tuo ascoltatore,mi manca un po' la tua rassegna stampa, critica ed obbiettiva allo stesso tempo.stai facendo un viaggio in posti che manco Corto Maltese..
Ma il russo lo sai bene?

Anonimo ha detto...

hey, riapro il blog e vedo con piacere che sei ancora dei nostri dopo questa folle scorribanda in auto sull'unica strada asfaltata del Pamir. E' stato avvincente leggere questo capitolo del tuo viaggio fino a 11 parole dalla fine quando mi aspettavo di leggere qualcosa di eclatante e invece......chiudi il tuo racconto con la tanto amata giacca da nostrHomo sgualcita perche' non l'hai piegata bene prima di riporla nello zaino (quello grosso!)
Ma, ma, ma vaa....mannaggia a te!

Statt accuort uaglio'
G&famitaly

PS: NESCO, IL 28 SETTEMBRE SONO A BERLINO, MI OSPITI? ;-)

Anonimo ha detto...

.....eu nao gosto de essa pessoa e mais asho convencido que todo us otros blogger nao querem su precencia.....ate nunca menino!

Non credo conosciate crescent ma, suppongo che abbiate capito che e' un intruso che vende aria fritta.

Occhi aperti e spalle al muro!

G&tips

Anonimo ha detto...

.....(portoghese maccheronico) in italiano levati dalle palle!

G&fam

grumpy_043 ha detto...

Caro Dario buona giornata,sono affascinato dalle TUE NOTE DI VIAGGIO Sono stato anche io un viaggiatore per lavoro e
Ti invidio. Invece mi manchi come bravo ragazzo e nel leggere e commentare i vari giornali e gli scambi musicali e enigmistici con l'Agroppi BONNE CHANCE.
Sono uno Juventino Spoltino di 64 anni in esilio a Roma e poi in Aprilia.
Sai non c'è piu' la rassegna stampa?

Un caro saluto e daje giu'
Lugi Sabbatucci

paola ha detto...

Ciao Dario,
ti stai rappacificando nel silenzioso e desolato Pamir? A volte vorrei ritrovarmi con il teletrasporto da qualche parte nel mondo, ma il bello, invece, come ci fai vedere tu, è che il viaggio è spostamento, tappe, sudore, passaggio, incontri inaspettati, contraddizioni,attese, caos e pace, visti e consoli, marshrutke e autisti delinquenti (bè, questi si potrebbero anche cercare di evitare...), strade ecc., ecc.
Forse sul Pamir ci sono gli yak....comunque anche se non ci sono sicuramente tu ne avrai incontrati da qualche parte e puoi svelare l'arcano che mi porto da anni: è vero che fanno il latte rosa?

Blaz ha detto...

Ciao, Dario! Appena arrivato a Nova Gorica! Leggo un po cosa fai e hai fatto dopo il mio addio dal Asia Centrale. E leggendo che hai riuscito a strappare tre sorrisi ad Eva non posso non dire CONGRATULAZIONI!! :D Buon viaggio!
P.S.: Perfavore, manda mi le foto che hai scattato al Nomad's home.

Armando ha detto...

Porc...
A me una cosa simile è successa in Messico una decina d'anni fa.
Il giorno prima avevamo chiesto il preventivo per un passaggio all'aeroporto di Ziuhatanejo e poi c'eravamo mangiati e bevuti fino all'ultimo pesos, per presentarci l'indomani con i pochi spiccioli sufficienti a pagare il passaggio. Ma-de-che... Se volevamo prendere l'aereo in tempo il prezzo era ben altro! Per farla breve, abbiamo saltato il checkin, e ci siamo ritrovati a Città del Messico su una carretta dei cieli a dover attraversare un oceano tra fumatori incalliti...

Dario ha detto...

L'infamacchione ha corso come un disperato - nove ore e mezza per un tragitto coperto in 12 dagli altri - e s'e' liberato delle altre zavorre umane per portarci a destinazione in piena notte e giocarsela cosi' meglio, col buio.
(retropensiero retrodatato retropubblicato a retrobeneficio dei retrosvagati)